Osimhen segna ed esce, Raspadori entra e segna. Victor ormai è una certezza, uno dei leader, Jack cerca spazio: può fare tutto, come dice Spalletti. Insieme hanno giocato pochissimo, 129 minuti, ma la stagione è ancora lunga. Come si dice in questi casi, c’è bisogno di tutti. Spalletti aspettava la sosta per entrare nella testa del ragazzo. E anche per farlo sentire a proprio agio sulla fascia sinistra, oltre che come sottopunta, dietro Osimhen che potrebbe trarre vantaggio dalla qualità del giovane Giacomo. Anche se Osimhen sta dimostrando di poter risolvere le partite da solo. Quando il Napoli non riesce a fare il Napoli spunta il piedone, o anche la testa dorata del nigeriano. Ieri, contro gli inglesi, è stato il destro a spuntare. In una mischia in area Victor perde palla. O almeno sembra. Lo stop di petto sul cross di Politano non è perfetto, ma il nigeriano è lesto ad alzare il gambone e ad aiutarsi con le braccia, in maniera leggera ma decisiva, per scavalcare letteralmente un altro difensore. La chiusa è da cineteca. Sombrero per ritornare verso la porta e spaccata al volo con gol di interno. È lui che detta i tempi del pressing sino all’area di rigore. E quando la squadra non riesce a seguirlo subito, la pressione la fa da solo, da indemoniato qual è. Un incubo per i difensori avversari. In tanti, dopo il suo infortunio che lo ha tenuto fuori per quattro partite di campionato, con il Napoli che volava con altrettante vittorie, e con un Simeone che trasformava in oro qualunque pallone, si chiedevano che sarebbe successo al rientro del bomber africano. Osimhen la risposta l’ha data, forte e chiara.
Il Mattino
