Min. Abodi sulla questione tasse: “Il calcio non è un mondo a parte”
Il calcio ha chiesto un trattamento di favore rispetto alle tasse dovute. Il Governo non è d’accordo. Nell’ intervista al Corriere della Sera del Ministro Andrea Abodi: “Più che dire no, ho suggerito un altro modo per risolvere il problema. Ho espresso parere negativo all’emendamento proposto perché ritengo che il mondo dello sport, con un prevalente interesse di alcuni club di A, non possa avere una forma di tutela esclusiva. Il calcio fa parte del sistema industriale del Paese e come tale va sostenuto. Non è quindi un mondo a parte. Discorso diverso è quello concernente le specificità di settore, mi riferisco alle scadenze, ma non solo. Colgo questa occasione per invitare a un tavolo di lavoro il presidente federale Gravina, il presidente Casini della serie A e i vertici di tutte le altre leghe per affrontare un percorso di riforme strutturali, sul presupposto che si affrontino i problemi”.
È possibile arrivare a una sintesi con la Lega serie A? “Non ho mai alzato un muro. Ciò che è consentito al sistema delle imprese è permesso anche al calcio, perciò se la sanzione sarà del 3% per le aziende che chiederanno la rateizzazione, lo stesso varrà per la A. Spingo per un tavolo di confronto col presidente Casini per consentire al calcio di competere al meglio in Italia e nel mondo. Ma non si possono accampare pretese e poi avere comportamenti impropri e incomprensibili. Tralascio per un momento quelli morali, ma prima o poi anche di questo si dovrà discutere, insieme alla reputazione di questo mondo. Senza reputazione non c’è prospettiva di sviluppo, anche economico”.
