A Bucciano non vedono l’ora di dedicare una festa a capitan Di Lorenzo

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Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli, ha ereditato la fascia azzurra da Insigne, ed ha dimostrato da subito che non poteva esserci scelta migliore.

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Marcato accento toscano e cuore campano. Giovanni Di Lorenzo è nato a Castelnuovo in Garfagnana, però i suoi genitori sono originari di Bucciano, paese di 1965 abitanti in provincia di Benevento. «E da qui partivano familiari e amici quando giocava a Matera», ricorda Samuele Ciambriello, il garante campano dei detenuti nominato e grande tifoso azzurro, nato proprio qui. A Bucciano non vedono l’ora di dedicare una festa a Giovanni, un compaesano che nell’estate di un anno fa si è laureato campione d’Europa e che capitano del Napoli al comando della serie A, la più bella realtà del calcio continentale.
Arrivando a Napoli, dopo l’esperienza ad Empoli, Di Lorenzo non immaginava di diventare punto fermo della squadra, allora allenata da Ancelotti. Sempre presente, a meno che non vi sia un infortunio o scatti una squalifica. Questo il suo score nelle quattro stagioni azzurre: 33/38 partite, 36/38, 33/38 e 15/15 (e con 1869 minuti è il giocatore di movimento della serie A che è stato più in campo). Nella scorsa annata, quando subì un infortunio, saltò tre partite col Napoli e lo spareggio con la Nazionale per l’accesso ai Mondiali. Il Napoli fece un punto e uscì dalla lotta scudetto. Come finì per la Nazionale è cosa nota: anche stavolta guardiamo il Mondiale in tv. L’assenza di Giovanni pesa. E il discorso non è soltanto tecnico o tattico, non riguarda quella forza fisica che anima l’esterno soprannominato Robocop. Ci sono i suoi valori. IlMattino
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