L. Spalletti: “Non possiamo adagiarci sui ritmi del nostro campionato. Il campo deve rimanere nostro”
Il tecnico di Certaldo contento di una squadra con mentalità umile
Meno tredici: e ci sono pensieri sporchi come quella partita che si affollano nella testa di Luciano Spalletti. «Lo avevo detto che sarebbe stata difficile».
Lo specchio del calcio moderno, mai indietreggiare dinnanzi a una avversaria apparentemente domabile, è in questa Cremonese-Napoli, che il rigore di Politano sembra renda agevole, che il destino complica e trasforma in pericolosissima. Quando è finita, ed è 4-1 per il Napoli, il passato più recente resta lì a futura memoria, e Spalletti lo usa perché si comprenda che il pericolo è ovunque.
Ha temuto, Spalletti? «Ho semplicemente avuto la conferma delle difficoltà di questa gara. Dopo essere passati in vantaggio, siamo stati sfortunati e abbiamo subito il pareggio da un rimpallo. In quel momento, il match è finito in ambiti che non si includono le nostre caratteristiche».
Vi mancavano troppe cose, che avete ritrovato in fretta. «Ci mancava la misura sulla seconda palla. Però la squadra non ha mai perso la lucidità ed è stata premiata perché Simeone ha fatto un grande gol. Ma la Cremonese non merita la classifica che ha e io so cosa sappia darle Alvini»
Non è stato solo carattere, ma anche sacrificio e umiltà. «Questa è la qualità umana dei ragazzi, la loro disponibilità a far bene i minuti che gli sono stati concessi senza pensare a cosa avrebbe fatto in quelli che non ha avuto».
Otto vittorie consecutive tra campionato e Champions… «Ho la sensazione di una squadra che non abbassa mai le sue motivazioni: di una squadra che anche se non va bene oggi o la prossima volta, ha sempre la stessa ferocia e continua all’infinito. Un successo che ci siamo meritati, nella quale abbiamo mostrato anche tanta maturità, perché portiamo a casa un risultato importantissimo».
Con un attacco che sembra incontenibile. «Non era agevole riuscire fare possesso, ci venivano addosso. Ma quando Simeone ha segnato, è cambiata la sfida. Sono contento che Kvara, sul terzo gol, abbia scaricato su Lozano: se si potesse, mi piacerebbe che la rete venisse attribuita a lui, così capisce che è come se l’avesse fatto lui, che un assist del genere ha un valore egualmente rilevantissimo».
Non il solito Kvara ma vi è bastato. «Gli sono state messe le mani addosso per tutta la partita. Ha subito atteggiamenti all’inizio, mi ha detto, che non gli sono piaciuti e che non andrebbero consentiti».
La panchina è una risorsa. «Vanno fatti i complimenti anche a Olivera, ogni volta che entra si fa trovare prontissimo: spazi ne ha avuti pochi, ma li sfrutta. E Simeone, poi, per natura, per fame, trasferisce tutta la garra che ha nei compagni. Il 2-1 dimostra tutta la sua volontà, la capacità che ha, quando è fresco, di far male».
E il primo posto vi aiuta a star bene…. «Dobbiamo restare su livelli europei in ogni partita, non possiamo adagiarci sui ritmi del nostro campionato. Il campo deve es sere nostro».
Fonte: A. Giordano (CdS)
