Il Cholito, “il panchinaro” che segna un gol ogni 69 minuti
Un gol ogni 69 minuti. Questo è il Cholito, al secolo Giovanni Simeone. Uno di quelli che giocherebbero sempre in altri luoghi e in altri tempi, invece qui nella squadra che fa più gol in Europa deve spesso accontentarsi di attendere il momento giusto. Non si scoraggia mai, anche stavolta che si aspettava di esserci dall’inizio. Ma il professionista, quando è tale, sa trasformare l’amarezza del panchinaro (la terza volta consecutiva) in un’arma.
E il Cholito è uno che fa meditazione, legge l’Alchimista, ci concentra con il Tai-chi. Ma figuriamoci se uno come Simeone si possa far scoraggiare dal fatto di iniziare dalla panchina. E quando è lui ad entrare fa quello che tutti si aspettano da lui: gol. È la terza rete con la maglia del Napoli, sempre da subentrante: con il Liverpool, poi col Milan e poi ieri pomeriggio. «La mia energia la dà il gruppo, la danno i nostri tifosi che ci danno carica e ci danno forza. È la strada giusta, questa, e dobbiamo continuare in questo percorso. Io mi sento uno di loro, sono un po’ argentino e un po’ italiano, ho sempre vissuto qua anche quando ero bambino. Sono nel posto giusto, faccio il mio e continuerò a farlo». Gli occhi della tigre li ha sempre. «L’importante sono i minuti. Io ho imparato che nel calcio è la qualità nel tempo quella che conta: mi è toccato tante volte giocare poco tempo e fare bene come è successo ieri con la Cremonese. Altre volte ho giocato di più ma non ho fatto così bene. Bisogna saper sfruttare sempre i momenti che il mister ti concede». Difficile trovare più saggezza di questo nelle parole del Cholito. Uno di quelli che questa estate ha atteso a lungo pur di abbracciare il progetto di De Laurentiis. «Dello scudetto non parliamo. Non possiamo farlo. Quello di cui parliamo è il fatto di dover migliorare in ogni partita. A cominciare dalla prossima. Napoli è sempre in lotta per qualcosa di importante, lo è sempre stato e lo sarà anche quest’anno».
E il Cholito è uno che fa meditazione, legge l’Alchimista, ci concentra con il Tai-chi. Ma figuriamoci se uno come Simeone si possa far scoraggiare dal fatto di iniziare dalla panchina. E quando è lui ad entrare fa quello che tutti si aspettano da lui: gol. È la terza rete con la maglia del Napoli, sempre da subentrante: con il Liverpool, poi col Milan e poi ieri pomeriggio. «La mia energia la dà il gruppo, la danno i nostri tifosi che ci danno carica e ci danno forza. È la strada giusta, questa, e dobbiamo continuare in questo percorso. Io mi sento uno di loro, sono un po’ argentino e un po’ italiano, ho sempre vissuto qua anche quando ero bambino. Sono nel posto giusto, faccio il mio e continuerò a farlo». Gli occhi della tigre li ha sempre. «L’importante sono i minuti. Io ho imparato che nel calcio è la qualità nel tempo quella che conta: mi è toccato tante volte giocare poco tempo e fare bene come è successo ieri con la Cremonese. Altre volte ho giocato di più ma non ho fatto così bene. Bisogna saper sfruttare sempre i momenti che il mister ti concede». Difficile trovare più saggezza di questo nelle parole del Cholito. Uno di quelli che questa estate ha atteso a lungo pur di abbracciare il progetto di De Laurentiis. «Dello scudetto non parliamo. Non possiamo farlo. Quello di cui parliamo è il fatto di dover migliorare in ogni partita. A cominciare dalla prossima. Napoli è sempre in lotta per qualcosa di importante, lo è sempre stato e lo sarà anche quest’anno».Il Mattino
