In 8 giorni il Napoli ha segnato tredici gol tra campionato e Champions. Strapazzando la Cremonese dopo aver subito in modo fortuito il pareggio. Quanto la squadra aveva sprecato nella prima ora di gioco è stato recuperato nel finale grazie alla magnifica rete di Simeone testa d’oro, e a quelle di Lozano e Olivera, che si iscrivono nella lunga lista dei marcatori azzurri. Una macchina-gol, con movimenti che sono migliorati quando Spalletti ha inserito forze fresche: potenza dei 5 cambi, preferiti dal tecnico a un turnover dal 1′ più corposo.
Non è un momento felice perché un momento non dura quasi due mesi, non è segnato da nove vittorie e 35 gol in due competizioni, non mette una squadra davanti a tutte le altre in campionato (clamoroso il +10 sulla Juve). È invece l’inizio di una bellissima storia da condividere con una città che sostiene i suoi Eroi, da Spalletti ai giocatori che conquistano, di partita in partita, un posto al sole. Politano è tra questi. Lui, che segna i rigori con chirurgica precisione e mai si risparmia sulla fascia, ha rivelato qual è il meccanismo che in estate è scattato nella testa di chi è rimasto (e lui stava per cambiare squadra): «In ritiro si parlava poco di noi perché c’è stata la rivoluzione del mercato ma noi abbiamo formato un grande gruppo». Ecco il segreto che va oltre il 4-3-3, alternato ieri al 4-2-3-1, e alla bravura dei bomber: è l’orgoglio che nessun difensore potrà mai fermare.
F. De Luca, Il Mattino
