Gavillucci: “Maria Sole Ferrieri Caputi in Sassuolo-Salernitana spero sia un punto di partenza”

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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Claudio Gavillucci ex arbitro:

 

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Maria Sole Ferrieri Caputi in Sassuolo-Salernitana spero sia un punto di partenza, per la collega sarà una bella vetrina e bisogna subito buttarsi alle spalle l’esordio perché dovrà essere un percorso che porterà le donne ad avere più opportunità, come accade in altri sport. Il movimento arbitrale femminile, come quello calcistico, negli ultimi anni ha avuto la giusta rilevanza e spero si prosegua su questa strada. Tra i punti dell’agenda di Trentalange c’era da mettere in pratica lo sviluppo del movimento femminile all’interno dell’arbitraggio. Nel momento del fischio iniziale, il calcio trasforma tutti, dal punto di vista della personalità sono convinto che le donne sono superiori agli uomini in ogni campo. Il punto debole potrebbe essere l’aspetto atletico, ma nel caso specifico, la Ferrieri Caputi viene dall’atletica leggera e sembra essere superiore a tanti colleghi uomini. Arbitri donne in Inghilterra? In giro per l’Europa si sta spingendo l’arbitraggio femminile. In Inghilterra c’è la Welch che non ha ancora arbitrato in Premier. Polemica con Sarri? Fino al momento in cui l’AIA si riparava dietro un muro di gomma, sono stato il primo a restarne contrariato. C’è stata un’apertura mediatica e non mi aspetto che un allenatore qualificato come lui si lasci andare ad uno sfogo del genere di fronte ad un episodio che non era così clamoroso. Do 100% ragione all’AIA. Quando inizieranno a parlare gli arbitri dopo le partite? Non è una questione che riguarda solo l’AIA, ci sono dinamiche relative anche al giudice sportivo e va gestito insieme alla FIGC. Ritengo che, più che parlare dopo una partita, si potrebbe dare la possibilità di poter ascoltare colloqui tra VAR e arbitro e renderebbe tutto molto trasparente. Credo che dalla stagione prossima, come succede già negli USA, accadrà anche in Italia. Gli arbitri e i giocatori non sono abituati a farsi ascoltare, quindi va capito da un punto di vista tecnico come filtrarle senza fastidi”.

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