La Coppa Uefa, lo spogliatoio diviso e l’omaggio a Ferrara: il racconto del Mattino della magica notte di Stoccarda

Uno sciopero dei tipografi impedì di seguire di scrivere dell'evento e le cronache uscirono in differita il 19 maggio

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DIVISI VINCIAMO – Il Napoli di Maradona conquista la Coppa UEFA, un trionfo “Più bello dello scudetto“, come titola Il Mattino del 19 maggio, che raccontò in differita quel trionfo a Stoccarda da parte di una squadra che nello spogliatoio era diviso, mentre Maradona cercava di convincere Ferlaino a “liberarlo” da Napoli, dove si sentiva soffocare (promessa mai confermata dall’ex patron azzurro). Al termine del campionato, un anno prima, Garella aveva letto un comunicato, condiviso da tutti i suoi compagni di squadra, contro l’allenatore Bianchi, che fu licenziato dopo il trionfo europeo e rimase disoccupato per un anno. A sottolineare tutte le difficoltà che c’erano ci pensò Ferlaino: “Abbiamo vinto pur nella divisione. E adesso ci saranno dei cambiamenti“. I tifosi volevano vedere la coppa, lui promise una rivoluzione.

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CIRO LO SCUGNIZZO – Quel Napoli non era frutto del caso né una vincente passeggera né debitrice verso la dea Fortuna, fu costruito con pazienza e lavoro, sfruttando anche il potenziale del settore giovanile, come Ciro Ferrara, autore di una delle 3 reti della notte di Stoccarda, uno scugnizzo “alternativo“, diplomato alla ragioneria e che viveva in un bel palazzo a Via Manzoni, ma aveva segnato un gol “alla Piola“. Un omaggio doveroso a un perno del Napoli degli anni d’oro.

IL TRIONFO DEGLI EMIGRATI – Fu uno spettacolo a tinte azzurre il Neckarstadion, dove c’era più italiani che tedeschi e a raccontarlo ci pensò Pietro Gargano: “Maradoni e Gullit dalle treccine azzurre che hanno conquistato il pubblico tedesco“. Una gioia che attraverso l’Italia e il mondo per raggiungere tutti i tifosi del Napoli, una gioia purtroppo fatale a qualcuno, come se fosse troppa per una vita sola: un tifoso di Nocera Inferiore morì di infarto, ma c’è anche chi pagò dazio alla giustizia per la sua passione azzurra, come un camorrista evaso dal carcere di Bari e arrestato dai poliziotti mentre vedeva la partita. Si vedevano scene di tedeschi e napoletani che brindavano insieme, tifosi che per le strade di Milano giravano con sciarpe azzurre e rossonere: una passione impetuosa e corretta.

Fonte: Il Mattino

 

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