A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Torino-Napoli

Approfondimento su Torino-Napoli

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Il Torino, prima di ieri, era una delle squadre più in forma del campionato con una striscia di sei risultati utili consecutivi.

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Ieri pomeriggio si è disputata alle ore 15:00 presso lo stadio “Olimpico” la sfida tra il Torino e il Napoli, valida per la 36^ giornata di campionato. A vincere sono stati i partenopei di mister Luciano Spalletti grazie a una rete messa a segno nella ripresa da Fabiàn Ruiz.

Ecco i principali spunti del match:

  • Il campanilismo forzato: personalmente sui social mi sono schierato diverse settimane fa a favore della Salernitana nella lotta per la salvezza con Cagliari e Genoa. Sarebbe bello se i partenopei riuscissero ad aiutare i cugini granata a raggiungere un meraviglioso traguardo, battendo il Genoa domenica prossima e creassero perché no, un asse di mercato tutto campano. Purtroppo se la prima parte è plausibile e auspicabile (anche per la regolarità del campionato), la nascita di un polo collaborativo per quanto sensato sarà difficilmente applicabile perché quando si discute di affari a guidare è sempre soltanto il “Dio denaro”. E quando a bussare per calciatori del calibro di Ederson (molto interessante) varrà esclusivamente la legge del miglior offerente…

 

  • Le parole e il senso: credo che tutti i tifosi del Napoli a cavallo tra le sfide contro Sassuolo e Torino si siano chiesti il perché di quelle pesantissime esternazioni del presidente Aurelio De Laurentiis. Offendere i tifosi? Non credo e personalmente ho provato a darmi due chiavi di lettura. Il presidente, alla stregua di un bambino che non vuole dare soddisfazione alla controparte che lo prende in giro, per difendere il suo orgoglio ha parlato di Champions come unico vero obiettivo stagionale, ma vi assicuro che mai come quest’anno ci ha creduto davvero (una follia pensare che non voglia vincere, semmai non spenderà mesi cifre folli per conquistarlo). Inoltre, da scaltro imprenditore a mio avviso, ha cercato con le sue parole di catapultare tutto il disappunto dei tifosi su se’ stesso per lasciare tranquilla la squadra (e raggiungere il traguardo minimo societario). Due letture che forse danno un senso a tante parole e sassi lanciati negli ultimi dieci giorni.

 

  • La scelta folle: nelle ultime 48 ore è intervenuto l’agente di Ospina per comunicare che nessuna trattativa di rinnovo ad ora è stata avviata per cui si sentono liberi di parlare con qualunque club per il futuro. Il colombiano, con una fantastica parata nei primi dieci minuti e una gestione perfetta dei palloni coi piedi, ha salvato ancora una volta i suoi dimostrando perché Spalletti farebbe carte false per averlo anche l’anno prossimo. Una follia societaria ingiustificabile non essersi seduti a tavolino dodici mesi fa quando si poteva portare a casa il rinnovo del ragazzo con maggior tranquillità e programmazione, perché quello del portiere è un ruolo troppo delicato per improvvisare a giugno su chi sarà il vero titolare. La Roma, per fare un esempio, ha bruciato fior di quattrini negli ultimi anni prima di riuscire a trovare il tassello giusto e non si può sperare di riuscire a recuperare sempre all’ultimo momento mesi di immobilismo societario. E ora l’idea di dover destinare una parte delle poche risorse economiche per la copertura di un tassello che avevi in casa mi sembra un’operazione davvero miope.

 

  • I colpevoli a prescindere: a Napoli c’è una regola che vige, ovvero qualunque cosa negativa accada è sempre colpa di Insigne e Fabiàn Ruiz (forse persino la pandemia e la guerra in Ucraina per qualcuno). In coppia nel caso di prestazione particolarmente deludente, ma anche in alternanza (a seconda di quello tra i due che non segna) se la squadra vince soffrendo. Se a proposito del capitano solitamente basta guardarlo in faccia dopo 25-30 minuti per capire se la sua sarà una giornata buona o meno (e ieri, rigore a parte sbagliato, si vedeva che non lo era), lo spagnolo in alcuni frangenti sembra avere la sola colpa di indossare la maglia partenopea. Tutto questo mentre si perdonano a Lozano degli “orrori” tattici o ad Elmas di non riuscire a tenere palla per far respirare i suoi spazzando come fosse un libero degli anni 80’. Forse, come capitato con Hamsik quando lasciò Napoli, un giorno purtroppo sentiremo la loro mancanza in campo. Una parte dei tifosi forse dovrebbe fare un ulteriore salto di qualità e smettere di farsi condizionare dai commenti social di “odiatori seriali” a caccia di like e notorietà personale.

 

  • La tolleranza zero: siamo onesti a questo Napoli da qualche settimana non si da’ nessuna attenuante e una parte dei tifosi si sta comportando come una moglie tradita che perdona il marito senza però averlo accettato davvero. Vincere a Torino non è affatto banale perché le prime due in classifica, per fare un esempio, sono riuscite a rimediare solo un pari. Ripeto che il Napoli a mio avviso ha sbagliato solo due partite malamente, in casa con la Fiorentina (che l’ha estromessa dalla lotta scudetto) e il finale di Empoli (che fa sicuramente arrabbiare tantissimo ma, ragionando con lucidità, non è costato nulla ai fini della classifica). Questo atteggiamento ha portato il tecnico a non poter pensare di provare alcuni ragazzi per capire se potranno far parte del gruppo l’anno prossimo, ma a dover accelerare ancora sui risultati per tenere ben salda la sua panchina (cosa sarebbe successo se dopo Empoli gli azzurri avessero fatto maluccio anche contro Sassuolo e Torino?). Ricordiamoci che quando si parla di Napoli, al netto di delusioni comprensibili, andrebbe però dato il giusto peso anche a un terzo posto, perché il naturale posizionamento per forza economica di questa società è tra il quarto e il quinto posto in Italia. Parole antipatiche? Forse ma chi scrive deve avere il coraggio di dire la verità anche quando non piace.

Articolo a cura di Marco Lepore

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