Spalletti: “In questa visione di insieme, di «zoom out», io mi sento benissimo”

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Volge al termine la settimana delle cene. O meglio, la settimana che sarebbe dovuta essere del ritiro, ma che alla fine si è trasformata in allenamenti quotidiani (dopo la giornata di libertà concessa lunedì) e i due appuntamenti a cena per compattare il gruppo. Oggi, quindi, saranno i 90 minuti della verità. Lo sa bene Luciano Spalletti, che alla vigilia della partita contro il Sassuolo prova a tirare le somme.

Con cosa si riparte?«Le certezze della settimana sono quelle tracciate dal presidente. Spesso si racconta di lui come se fosse un caterpillar, ma stavolta ha dimostrato grande sensibilità nel voler riunire tutti per rinforzare quel corpo unico che ci ha dato soddisfazioni in tante partite in stagione. È stata la cosa giusta da fare».

Quindi, si può parlare di effetto De Laurentiis?«La sua presenza è stimolante per i calciatori essendo lui il proprietario del Napoli. Anche alle cene ha parlato con tutti».

E allora?«Ora si riparte da questo gruppo compatto, unito e forte che vuole ancora di più raggiungere l’obiettivo di inizio stagione che era la Champions».

Si è parlato anche del suo futuro?«Il mio futuro è la partita col Sassuolo. Se poi si parla di quello che è il futuro della mia professione: ho un altro anno di contratto. Voglio rimanere a fare l’allenatore del Napoli. Ho firmato un contratto di due anni e mi sento benissimo in questa posizione, in questa città e in questo ruolo. Non vedo che problema ci dovrebbe essere. Poi, ovviamente, da qui ai prossimi due anni è differente. Quello che verrà dopo si vedrà alla fine del campionato».

In questa settimana si è fatto anche il punto sulla sconfitta di Empoli«Ovviamente non sono contento dell’ultimo risultato e dell’atteggiamento della squadra. Però poi bisogna fare zoom out».

Ovvero«Non focalizzarsi solo sul singolo evento e decontestualizzarlo dalla situazione. Su un campionato si deve andare a prendere quello che è successo sempre, o nella maggior parte delle situazioni. E in questa visione di insieme, di «zoom out», io mi sento benissimo».

Perché?«Beh, eravamo partiti per conquistare un posto in Champions e siamo ancora pienamente in lotta».

Eppure per allo scudetto ci ha creduto anche lei...«Eravamo stai bravi a crearci una chance importante, ma non siamo stati altrettanto capaci di sfruttarla. In alcuni momenti della stagione la squadra aveva fatto vedere di giocare un calcio fantastico e avere reazioni importanti anche in base alle sconfitte. Quello era il momento di osare, di spingere sul gas e crederci. Poi abbiamo perso qualche punto per strada e quindi bisogna rendersi contro della realtà e accettare il risultato sul campo. Non dimentichiamoci che abbiamo messo fuori dalla lotta Champions squadre di un certo livello. Ovviamente c’è la delusione di non stare partecipando alla lotta scudetto».

Rivedremo ancora la coppia Mertens-Osimhen?«Hanno fatto buone giocate e sanno mettere in difficoltà gli avversari. Io sono anche un tifoso di Mertens in quanto calciatore, ma sono anche l’allenatore e devo pensare all’equilibrio di squadra. Dries ha altre caratteristiche rispetto a un centrocampista e per supportarlo bisogna essere bravi a tenere più palla e non prender ripartenze».

Cosa si sente da dire ai tifosi delusi dalla fine del sogno scudetto?«Il nostro rapporto con loro non cambia. È difficile non essere innamorati del Napoli e di Napoli. I tifosi mi hanno manifestato la loro delusione perché sono innamorati di questi colori, ma mi auguro sempre di ritrovami davanti a tifosi così perché le loro sono reazioni bellissime».

Che settimana è stata per Meret dopo l’errore di Empoli?«Diciamo che sta come tutti quelli che commettono un errore. Ma non l’ha commesso solo lui. Anche io sbaglio quando gli chiedo di giocare la palla con i piedi. Secondo me il portiere diventerà un calciatore di movimento e non deve solo parare, deve anche costruire. In settimana Meret ha lavorato bene, poi per la partita farò le mie scelte».

Al suo Napoli quanto sta mancando Di Lorenzo?«È uno che va nell’extra, nel super. Va sempre alla ricerca di cose nuove e soluzioni nuove. È un leader anche se è taciturno. Per la gara col Sassuolo deciderà lui: se la sente giocherà». B. Majorano (Il Mattino)

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