Inchiesta plusvalenze: i club preparano la difesa e puntano sul vizio di forma

In un mercato libero non si può attribuire un valore oggettivo a un giocatore

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Il caso plusvalenze è tornato a far parlare con l’inizio del processo che ha portato la Figc a chiedere le prime pene con l’inibizione dei 59 dirigenti coinvolti. Tuttavia, i club non rimarranno con le mani in mano e penseranno subito a difendersi. Come? Tutto il piano dell’accusa si basa sui valori, volutamente “gonfiati” dalle società, di alcuni calciatori per equilibrare i bilanci a rischio. Tuttavia, la tesi della difesa si baserà sull’impossibilità di attribuire un valore oggettivo a un giocatore essendo la conseguenza di un accordo tra privati nell’ambito del libero mercato; alcune difese potrebbero contestare anche un vizio procedurale. Adesso, dopo la requisitoria, l’organo giudicante dovrà stabilire anche se le ammende richieste sono congrue. L’udienza di ieri ha coinvolto subito le difese di Novara, Chievo, Empoli, Pisa, Pescara e Parma, mentre domani scenderanno in campo le altre squadre di avvocati per arrivare, già venerdì pomeriggio, alla prima sentenza. Si preannunciano tempi molto più veloci rispetto al passato (con il secondo grado, praticamente scontato, entro la fine della stagione), grazie al nuovo codice voluto da Gravina.

Fonte: Corriere dello Sport, riportata da TUTTOmercatoWEB.com

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