Sembra non finire il momento “No” di Piotr Zielinski, unico del centrocampo azzurro a non raggiungere la sufficienza e anche fuori condizione: sembra avulso dal gioco e si accende a tratti, caratteristica che ha creato quel rapporto “odio et amo” con i tifosi partenopei; Anguissa si preoccupa più dell’interdizione che della costruzione e fa bene, perché vicino c’è il regista Lobotka che con un movimento sbriciola la pressione bergamasca e arriva fino al limite dell’area subendo fallo: da quella punizione nascerà il gol dello 0-2. Meglio di così…
ANGUISSA 6
Soffre un po’ di affaticamento, come dimostra nel finale la necessità quasi di fermarsi sul terreno di gioco. Non demorde, pur non avendo l’abituale forza: tiene botta a due come Freueler e De Roon anche se è spesso impreciso quando ha il pallone tra i piedi. Lo mettono in mezzo, ma lui se la cava.
LOBOTKA 8
Vede una voragine che si spalanca davanti a sé, si butta dentro: procura la punizione del 2-0. Geniale, furbo, scaltro: ogni volta pare che Freuler o De Roon gli possano rubare la palla, e invece non la vedono mai. L’uomo in più del Napoli: un play come in serie A non ha nessuno.
ZIELINSKI 5.5
Gara giocata senza grandi sussulti: mancano gli spunti di livello, manca la giocata e l’illuminazione. Vero, non è autentica sottopunta, perché si aliena ai compagni ed è lontano da Mertens, ma De Roon quando si specchia in lui gli toglie il fiato. Ed è l’unico a non riuscire a leggere nell’anima della partita.
