Toccare ferro, non pronunciare parole inappropriate, insomma il diritto ad essere scaramantici. «Io dico – afferma il professor Niola, antropologo della contemporaneità e docente al Suor Orsola Benincasa, – che essere consapevoli della propria forza è importante. Ma è importante anche essere scaramantici. È meglio non cambiare le abitudini. Ogni volta che il Napoli ha avuto la possibilità di raggiungere qualche traguardo importante, e poi lo ha raggiunto, non se ne è parlato per nulla. Finora ha funzionato. Perché cambiare strada all’improvviso?». Un altro che difende il diritto alla superstizione è l’attore e cantante Peppe Barra, che ne fa una questione culturale. «La scaramanzia – osserva -è legata alla nostra identità. Se ne può fare sicuramente a meno, ci mancherebbe, e io stesso non lo sono in modo così ossessivo. Ma essa è effimera, è un sentimento, un’emozione, non toglie nulla alla forza che si ha o non si ha. È anche un momento legato alla follia, un estro, una fantasia, un momento magico dell’identità dei napoletani. È un nostro credo fantastico. Difendo il diritto allo scongiuro, anche se ne farei un uso scherzoso, non assoluto».
Il Mattino
