Doppio ex G. Galli: “Meret? Gli manca la cazzimma partenopea. Il Napoli con la rosa al completo sarà competitivo per il titolo”
Il portiere doppio ex della sfida parla anche del match del "Maradona" e la lotta scudetto
Giovanni Galli para ancora i ricordi. Era in campo il primo maggio 1988, il Milan vinse 3-2 al San Paolo, fu la gara dello scudetto che sfuggì al Napoli di Bianchi: «Una partita incredibile, ma sono anche passati più di trent’anni. Pensiamo al presente, al fatto che Napoli e Milan, come in quella stagione e in tante altre, siano ancora in corsa, rivali per lo stesso obiettivo. Stiamo vivendo un campionato bellissimo». Mentre custodisce il passato, Galli, anni 63, doppio ex, al Milan dall’86 al ’90 e al Napoli fino al ’93, si gode la corsa a tre che appassiona. Non c’è un attimo di sosta e non c’è tempo per distrarsi: «Non so chi sia la favorita. So che l’Inter è la più forte ma sta attraversando un momento difficile, mentre il Milan, forse, coccola l’obiettivo Coppa Italia. Il Napoli prova a inserirsi e poi poteva esserci la Juve».
Poteva… perché ormai è tardi? «Se avesse vinto il derby contro il Torino avrebbe ridotto le distanze con la vetta, ora mi sembra difficile dato che ci sono tanti punti dal primo posto e siamo già a marzo. Certo, dalla Juve dobbiamo aspettarci sempre di tutto, ma non penso che le prime tre possano frenare di nuovo tutte insieme. Se la giocheranno loro, intensamente, e sarà campionato aperto e incerto fino alla fine».
La quota scudetto si è abbassata. «L’Inter, campione in carica, ha qualche numero in più per potersi riconfermare. Dopo un avvio incerto, col cambio di allenatore e nuovi giocatori da inserire in squadra, ha trovato il suo equilibrio. In questo momento sta vivendo una flessione che può capitare a tutti nell’arco di un campionato così lungo. Col Liverpool ha perso ma non ha demeritato, anzi per me ha giocato una grande gara, ma ha pagato le difficoltà del calcio italiano con certe realtà. Da tempo non regge il confronto con le principali squadre europee. Ma sono convinto che, quando si riprenderà, l’Inter sarà la favorita».
Napoli-Milan sembra già un match-point. «Ho la sensazione che il Milan, riflettendo sugli ultimi pareggi, si sia concentrato soprattutto sulle semifinali di Coppa Italia e abbia aspettato la partita di martedì convinto di dover puntare con decisione sul trofeo. Vincere la Coppa Italia e arrivare tra le prima quattro, e quindi in Champions, vorrebbe dire aver fatto comunque una stagione straordinaria. Poi, certo, per lo scudetto il Milan se la gioca ed è ancora tutto possibile. Come per il Napoli. Ognuna proverà ad avvicinarsi al traguardo ragionando partita per partita senza fare calcoli. Vale anche per domenica».
Cosa le piace del Napoli? «L’organico è forte, credo che nessuno abbia l’attacco degli azzurri in Serie A. Osimhen è un calciatore unico, e se vuole ne riparliamo, ma poi penso a Zielinski, Elmas, Lozano, Politano, Insigne. Quanti ne sono? Spalletti, grazie alla profondità della rosa, è riuscito a sopperire alle tante assenze per infortuni, Covid e per la Coppa d’Africa. Quando avrà l’organico al completo, e ormai ci siamo, sono convinto che il Napoli potrà lottare fino all’ultima giornata per lo scudetto».
Approfittiamo della sua infinita esperienza: Ospina o Meret? «Da anni sostengo che Meret, tecnicamente, sia il portiere italiano più forte in circolazione. Ha tantissime qualità. Se avesse la personalità e il carattere di Ospina, sarebbe tra i primi dieci al mondo».
Invece? «Deve essere più sfrontato, deve essere più presente in area di rigore, deve imparare ad avere la cazzimma napoletana per imporsi. Il ruolo del portiere è delicato, non bastano le qualità tecniche. La storia di Ospina parla chiaro, spero che questi anni, vissuti tra campo e panchina, siano serviti a Meret per crescere e migliorare ancora. E mi auguro che dalla prossima stagione, magari senza avvertire più questa sensazione di precariato, possa esplodere definitivamente».
Maignan vale Donnarumma? «Per me non è mai stata una sorpresa. Le sue parate sono d’istinto e sono dettate da un’elasticità e una potenza che gli permettono di fare interventi che non sembrano neppure umani. Stilisticamente deve ancora migliorare, ma la scuola italiana di portieri gli permetterà di crescere in questo aspetto e di ottimizzare il suo motore. Restituiremo alla Francia il portiere della Nazionale per i prossimi dieci anni».
Ha detto che Osimhen è un calciatore unico, allora riparliamone. «Mi piace molto, è un crescendo di potenza, muscoli, elasticità, rapidità. Sotto la sapiente guida di Spalletti sta diventando anche un attaccante che gioca con e per i compagni, che fa reparto da solo, che lega la squadra, che si muove tanto, che sta crescendo. Ma del Napoli apprezzo tantissimi giocatori».
Tipo? «Il mio idolo è Mertens, ma ho anche un debole per Zielinski, Insigne, Fabian, Koulibaly. Ce ne sono tanti, gliel’ho detto, la rosa è forte, è una delle più complete, l’attacco è fortissimo. Complimenti al presidente De Laurentiis e al direttore sportivo Giuntoli per aver costruito in questi anni una squadra di grande talento».
I suoi preferiti del Milan? «Quando Rafael Leão arriverà ad avere una certa continuità, diventerà un giocatore di un altro livello. Per ora, quando si accende, e non capita in tutte le partite, è immenso. Ha velocità, tecnica, agilità, potenza. Le sue giocate sono sublimi, da fuoriclasse. Poi ci sono Theo Hernandez, Tonali, Bennacer, quest’ultimo centrocampista prezioso, forse sottovalutato, che il Milan ha perso per diverse partite. Quando è mancato, la sua assenza s’è avvertita».
Fonte: F. Tarantino (Cds)
