Anima kennediana. Una delle più belle definizioni date ad una squadra di calcio. Spalletti ha definito così il suo Napoli. Una squadra in cui ognuno si chiede cosa può fare e gli altri si domandano dove possa arrivare. Complimenti, sì, ma il tecnico avverte anche sulla pericolosità dell’avversario di oggi al Maradona. «Non corriamo il rischio di sottovalutare l’impegno perché basta vedere che calcio sta proponendo l’Empoli. Per riuscire a vincere questa partita dovremo esibire una prestazione top, al massimo delle nostre possibilità, altrimenti sarà dura». Ad Andreazzoli fa grandi elogi. «Con Aurelio ho imparato tante cose, era un mio collaboratore: ho apprezzato tutte le sue qualità quando l’ho portato con me e l’ho potuto apprezzare a Roma, quando ci ho giocato contro. Basta vedere cosa fa l’Empoli per capire che è un allenatore capace, organizzato e che gestisce le situazioni con equilibrio».
Una partita speciale per il tecnico del Napoli: «Empoli è ancora casa mia, ho casa lì e quando ho un po’ di tempo ci vado perché ho mia madre che mi aspetta a braccia aperte. All’Empoli vanno fatti i complimenti per come gestisce questa squadra da più anni, per l’identità che ha dato il presidente Corsi».
Il Mattino
