De Luca (Il Mattino): “Non sono sette sorelle, ma quattro le regine del calcio”

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Non sono sette sorelle, come le aveva definite Spalletti alla vigilia del campionato. Milan, Inter, Napoli e Atalanta hanno spaccato il campionato e si sono staccate rispetto a Juventus, Roma e Lazio grazie alle loro valanghe di gol. Dal primo al quarto posto vi è una distanza di soli 4 punti, i campionati dominati dalla Juve sono un lontanissimo ricordo e probabilmente non è un caso che questa contemporanea esplosione di bel calcio a Milano, Napoli e Bergamo avvenga nella stagione più sofferta dei bianconeri, anche per le vicende giudiziarie. Ecco, i risultati e le prestazioni delle quattro sorelle sono la risposta dal campo – la migliore possibile – a quanto sta emergendo nell’inchiesta della Procura di Torino sulle manovre del club presieduto da Agnelli. È quello di Pioli, Inzaghi, Spalletti e Gasperini il calcio che vogliamo. Quattro allenatori che non hanno mai vinto uno scudetto in Italia (il tecnico del Napoli ne conquistò due in Russia con lo Zenit) e sentono che questa può essere la loro grande occasione. D’altra parte, nell’anno di Calciopoli – uno dei punti più bassi toccati dal sistema – la Nazionale di Lippi vinse il Mondiale.
Con 143 gol Milan, Inter, Napoli e Atalanta dominano la scena. La vera novità lassù è la squadra di Spalletti, anche se gli azzurri nella scorsa primavera erano rimasti a un punto dalla zona Champions, a lungo soffrendo per l’emergenza degli infortuni, purtroppo rivista in queste settimane. Luciano non ne farà mai un alibi perché assegna le giuste responsabilità a chi va in campo. Certo, la serie di problemi muscolari subiti dagli azzurri nelle ultime due settimane preoccupa e va analizzata. Con l’organico al completo, potendo il tecnico non essere obbligato nella scelta di cambi e situazioni tattiche, la partita con l’Atalanta probabilmente non sarebbe stata persa. C’è il rammarico di aver ceduto al Milan il primo posto ma quanti avrebbero immaginato il Napoli in questa buona situazione di classifica quando si è iniziato il campionato? Per il futuro immediato, segnato ancora da importanti assenze (Spalletti potrà ritrovare l’asse Koulibaly-Anguissa-Osimhen dopo la Coppa d’Africa), servono tanta determinazione e tanto coraggio, quelli visti contro l’Atalanta che ha ritrovato la sua dimensione, come già avevano fatto Inter e Milan nella scorsa stagione.

Su Inzaghi e Pioli ricadono l’onore e l’onere di essere i favoriti per lo scudetto, Gasperini sa che forse è arrivato il momento per lo scatto in avanti, Spalletti è partito per riportare il Napoli in Champions e questo obiettivo è ampiamente alla portata di una squadra che ha ritrovato il pieno supporto della tifoseria. Se dagli spalti del Maradona arrivano applausi dopo una sconfitta, significa che la strada imboccata è quella giusta. E non è un caso che ieri sui social del Napoli sia apparsa la foto dell’abbraccio dei giocatori dopo il gol di Mertens con la scritta Sempre insieme. Avanti.

F. De Luca “Il Mattino”

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