Spalletti: “Anche Lobotka out, adesso ci vorrebbe un po’ di tregua”

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Non è la fine di un sogno. Ma finire giù dal trono, dopo 16 giornate, fa un po’ male. Luciano Spalletti vola nello spogliatoio, non vuole vedere le facce tristi e abbattute. Dà coraggio a tutti, fa i complimenti. Aver perso la testa della classifica fa male, ma non è un dramma. «Sono fiero di questa vostra prestazione», ripete in maniera inedita, perché a Spalletti non piace mai parlare alla fine di una gara. Ma è lì nel ventre del Maradona e sa che è il momento di dire qualcosa. 
Spalletti, le assenze hanno condizionato ogni cosa? «Vero, ma l’Atalanta ha vinto una partita vera contro una squadra vera, abbiamo messo in campo una formazione credibile, che ha fatto delle cose per bene anche se poi ha fatto delle scelte senza avere fortune. Siamo stati a loro livello. Abbiamo dimostrato di avere una squadra credibile anche con tutti gli infortunati e che ci permetterà di rimanere incollati al carro di quelli importanti. Fino a quando non rientrano gli altri. Poi vediamo cosa succede. Però mi sembrerebbe riduttivo per l’Atalanta dire cose diverse, hanno giocato una partita vera. L’atteggiamento è stato positivo».
La partita è cambiata anche con l’infortunio di Lobotka? «Ci vorrebbe un po’ di tregua adesso. Come dice Eduardo: essere scaramantici è da ignoranti, ma non esserlo porta male. Abbiamo avuto anche questa ulteriore difficoltà (oggi gli accertamenti, stop di almeno 10 giorni, ndr), senza saremmo riusciti a fare quello che avevamo fatto fino a quel momento. Ha gestito bene la fase di regia, mandava a vuoto la pressione dell’Atalanta. Ma sia chiaro, Demme senza Covid avrebbe giocato titolare dall’inizio ma quando escono fuori dal coronovirus poi hanno ancora problemi a rientrare».
Sono tanti i gol presi nelle ultime gare? «Otto gol presi ma non sono preoccupato. Vedo l’atteggiamento della squadra e ci trovo tante cose corrette e giuste, gli ultimi dieci minuti, la squadra strameritava di andare a fare gol, poi chiaro che spazi li lasci, sei sottoposto alle ripartenze e alla fine ne è uscito fuori una partita che poteva finire in ogni modo. Penso all’occasione di Petagna. Sono cose che ti spappolano, ti disintegrano».
Dispiaciuto per questo ko? «Stiamo facendo quello che è giusto, che è corretto e che ci porterà lontano. Noi continueremo a fare buon calcio, come abbiamo fatto con l’Atalanta. E poi il segnale importante che il pubblico ha risposto alla grande anche ieri sera, noi abbiamo sentito la loro forza, il loro sostegno. Ci saranno vicini anche con il Leicester».
Come è nata questa formazione anti-Atalanta? «Ci siamo incastrati bene perché loro svuotano la parte centrale, hanno questa ampia mezzaluna in fase difensiva e offensiva, si alternano a chi deve giocare in mezzo al campo. Se pilotano il gioco loro ti portano a sbattere, noi siamo stati in equilibrio. E lo sono stati anche a fare quei falli sulle nostre uscite. E noi dobbiamo imparare a farli, perché quando la tua pressione va in difficoltà tattica, tu fai fallo e ti rimetti a posto. Ma noi non lo facciamo ancora».

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P. Taormina (Il Mattino)

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