A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Inter-Napoli

Approfondimento su Inter-Napoli

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Inter-Napoli: ritornano gli impegni internazionali sia per i nerazzurri che per i partenopei, impegnati entrambi nella giornata di mercoledì.

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Si è giocata ieri pomeriggio alle ore 18 allo stadio “Meazza” la sfida tra l’ Inter e il Napoli, valida per la tredicesima giornata del campionato di serie A. Una sfida in cui i nerazzurri volevano a tutti i costi, approfittando dello scivolone dei cugini rossoneri, accorciare in classifica e i partenopei allo stesso tempo volevano riprendersi la vetta in solitaria e tenere a distanza gli avversari. Alla fine il risultato è stato 3-2 per l’Inter, col Napoli che nel finale ha sfiorato il pari più volte in pieno recupero.

Ecco i principali spunti del match:

  • L’asse critico: il duo Insigne-Zielinski in questa prima parte di stagione, con qualche ragione, sono stati tra i più criticati in assoluto da stampa e tifosi per il livello sottotono di alcune prestazioni. Eppure nel primo tempo il capitano con una bella iniziativa ha innescato il polacco la cui conclusione ha portato in vantaggio il Napoli illudendo un pò tutti. Perchè poi la prestazione di entrambi è andata progressivamente calando, come quella di tutta la squadra.

 

  • Il pensiero positivo: alla vigilia del match Spalletti aveva provato a infondere ottimismo sulla piazza invitando a non fare vittimismo per le assenze causa positività di Demme Politano (a cui in extremis si è aggiunta quella del giovanissimo Zanoli). L’idea era quella di dimostrare che questa squadra potesse essere più forte delle solite isterie che negli anni passati ci hanno portato a regalare punti per depressione. Il risultato non stravolge i piani, il Napoli esce da Milano sconfitto nel punteggio ma con la consapevolezza oggi di non essere inferiore agli avversari. Il tempo servirà a capire se ci sarà la continuità per ambire a qualcosa di più rispetto a un posto in Champions.

 

  • Il vuoto centrale: l’Inter ha costruito la sua vittoria a cavallo tra il 20′ e il 70′, dimostrandosi molto più cattiva e concreta degli azzurri che invece hanno pagato dazio in termini di personalità, arrivando quasi sempre secondi su ogni pallone. Se analizzata bene questa sconfitta può diventare una lezione per la crescita, con Lucio che deve rendersi conto di come nel gruppo non ci sia un fuoriclasse indispensabile e in grado di fare la differenza ma un numero di calciatori di buon livello da sfruttare in base alle condizioni psicofisiche del momento e alle caratteristiche degli avversari.

 

  • La traiettoria: Inter-Napoli è diventata da qualche anno una partita nella quale i campani restano nettamente a credito con la sorte, che si spera prima o poi inizierà a restituire qualcosa. Chi non ricorda la sfida del 26 dicembre in cui Zielinski sbaglia un gol clamoroso e sulla ripartenza i nerazzurri la vincono? E lo scorso anno quando, anche in dieci, i pali e Handanovic hanno salvato i meneghini? Ecco anche ieri al minuto 92′ è successa una magia, un vero e proprio sortilegio che ha portato sulla conclusione di Mario Rui il portiere sloveno a salvare sulla traversa. Fin qui tutto normale, col palo che resta da anni il fedele compagno del Napoli, ma sulla respinta con Elmas tutto solo davanti alla porta pronto a insaccare, ecco che la sfera si impenna prendendo una traiettoria che la fa terminare direttamente in angolo. Roba da mago Merlino..

 

  • La chiave del match: pochi giri di parole i ragazzi di Inzaghi hanno costruito la loro vittoria nella zona centrale del centrocampo, col duo Barella-Brozovic che ha nettamente asfaltato per oltre 80 minuti la coppia Ruiz-Anguissa. Non partiamo con la solita “caccia allo spagnolo” (sport nazionale per una parte dei  tifosi azzurri che sentono proprio il bisogno di  individuare un bersaglio ben preciso a cui dare qualsiasi colpa) perchè ieri anche il camerunense è apparso quasi sempre in ritardo e impreciso (non lasciamoci ingannare dall’azione di forza al 96′ perchè la prestazione va guardata nel complesso). Molto più dinamici gli interisti rispetto ai napoletani per buona parte della gara, anche qui a mio avviso non ci deve ingannare il finale di fuoco dei ragazzi di Spalletti perchè facilitato dalle sostituzioni scellerate adoperate dal tecnico avversario che per poco non rischiava di buttare un successo costruito per trequarti di gara.

Articolo a cura di Marco Lepore

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