Spalletti avverte: “Occhio allo Spartak, per loro questa è la partita per restare dentro”

0
Spalletti mette in guardia il Napoli che affronta stasera lo Spartak Mosca. «Per la qualità di gioco espressa e dopo aver sbagliato diversi gol ha perso immeritatamente la prima gara in casa contro il Legia al 93′. Per loro ora questa diventa la partita per poter rimanere dentro, perché se perdessero sarebbero fuori. In Russia tengono tantissimo alle partite in Europa, ancora di più se di fronte c’è un’italiana. Sono abituati a lottare in maniera forte anche per le difficoltà sociali. Conosco la potenza dello Spartak Mosca nel continente russo, il Dio del calcio punisce sempre quelli che vanno in campo con presunzione, per cui il rispetto è assoluto senza alcun segno di resa: si va a giocare questa partita volendola assolutamente vincere, ma sappiamo che sarà difficilissimo».

Factory della Comunicazione

Cosa s’attende come miglioramento da questa partita? «Mi aspetto di dare continuità alle prestazioni e di migliorare sempre aggiungendoci qualcosa. Le cinque sostituzioni hanno allungato la vita alle partite, mentre prima con due gol di vantaggio diventava un risultato difficile da ribaltare ora per sentirsi al sicuro bisogna segnare tre gol. Contro il Cagliari abbiamo avuto la possibilità di attaccare la loro linea difensiva quando hanno provato a mettere a posto il risultato e bisognava sfruttare le occasioni. Una riflessione che è stata posta alla squadra e di cui abbiamo parlato».
Come sta Lozano che è rientrato dopo un brutto infortunio? «È un ragazzo splendido, una persona squisita: qui hanno tutti queste caratteristiche e lui si trova benissimo. Ha un pochino ritardato la sua condizione a causa dell’incidente, ora è molto motivato e sorridente e secondo me, come per Osimhen, è nell’ambiente giusto».
Come stanno gli altri reduci da infortunio? «Stanno bene, abbiamo fatto degli allenamenti personalizzati. Sono tutti pronti, dispiace aver lasciato fuori Ghoulam perché al momento della lista lui era infortunato. Ma nei miei pensieri di non prendere il terzino sinistro c’era la predisposizione per un campione e un uomo squadra come lui».
Quanto incide il ritorno del pubblico? «Napoli e il Napoli insieme stanno benissimo: io anche quando ci sono entrato allo stadio la prima volta per l’allenamento era vuoto ma i miei occhi l’hanno visto pieno e con i rumori dei cuori dei napoletani che vogliono bene a questi colori».
Si sta divertendo con questo Napoli e contro lo Spartak cambierà qualcosa in più? «Mi diverto e sto bene quando finisce la partita e abbiamo vinto. Mi dicono contadino, un po’ lo sono: per noi contadini sognare non è mai prudente, noi guardiamo il raccolto di domani. I cambi? Sono in funzione anche della partita successiva e su quei tre-quattro che potrò risparmiare per averli freschi alla prossima: 3, 4, quattro e mezzo…».
I giocatori dei quali non si può fare a meno? «Il comandante (Koulibaly, ndr), il capitano (Insigne, ndr) e i quei vari calciatori che sanno riconoscere quello che è il pericolo e lo annusano prima».
La crescita di autostima può portare al rischio di un eccesso di confidenza? «La confidenza bisogna averla perché bisogna dirsi le cose in maniera libera. L’essenziale è che non ci sia presunzione e che i calciatori vogliano condividere questo momento in cui tutti si mettono a disposizione e fanno quello che si deve fare. Nel parametro dei gol non presi c’è la bravura della difesa, ma ci sono anche i rientri di Insigne per 70 metri per aiutare la linea e fare da blocco squadra basso. Conta sempre l’atteggiamento di tutta la squadra: anche se i difensori nel modo di comportarsi devono pensare di potercela farcela da soli, con l’aiuto degli altri sei componenti è tutto più facile»
La notte di Leicester le fa pensare che il raccolto può essere possibile? «La squadra ha già raccolto un risultato reagendo in maniera corretta, rimanendo in equilibrio e non si è fatta deprimere dai due gol: il carattere diventa fondamentale, la squadra ha una discreta mentalità e dobbiamo arrivare al punto di pensare ogni qual volta andiamo in campo per disputare una partita che vogliamo uscirne vittoriosi senza fare tanti calcoli».
Cannavaro ha anticipato che l’inviterà a cena, l’ha già fatto? E una curiosità lei quanto è bravo a giocare a padel? «Con Fabio siamo molto amici, quando l’ho conosciuto per me è stato il raggiungimento di un obiettivo, che si affretti ad invitarmi a cena. A padel sono scarso però mi piace perché a differenza degli altri giochi è la pallina che ti viene a cercare».
Il Mattino
Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.