A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Sampdoria-Napoli

Approfondimento su Sampdoria-Napoli

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Sampdoria-Napoli: azzurri in campo domenica sera al “Maradona” per la sfida contro il Cagliari dell’ex tecnico Walter Mazzarri.

Sampdoria-Napoli è stata una delle gare in posticipo nell’inusuale orario delle 18:30 di giovedì, valida per la quinta giornata del campionato di Serie A. A vincerla sono stati i ragazzi di Luciano Spalletti con un nettissimo 4-0 esterno.

Ecco i principali spunti del match:

  • Il tratto comune: c’è una caratteristica che a mio avviso accomuna il Napoli di Sarri, Gattuso e Spalletti negli ultimi anni, ovvero i primi minuti un po’ “svagati”. Ricordiamo tutti gli avvìi shock del Comandante o i primi tempi interi talvolta regalati lo scorso anno nella gestione del coach calabrese. Anche la formazione di “Lucio” sia a Udine che ieri ha avuto un approccio timido per poi prendersi la scena. La cosa buona è che nelle prime cinque giornate questo tempo si sta gradualmente riducendosi.

 

  • I trenta secondi: è vero Sampdoria-Napoli è terminata 0-4 però intorno al 18’ minuto del primo tempo c’è stato uno “sliding doors”importantissimo e decisivo. Infatti Ospina si erge a vero protagonista con due strepitose parate nell’arco di trenta secondi, spegnendo così tutte le velleità di rimonta dei padroni di casa. So di non attirare troppe simpatie ma resto della mia idea, ovvero che il titolare in campionato debba essere il colombiano, per il suo carisma e la sua esperienza nel guidare la difesa anche nei momenti difficili.

 

  • Il gemellaggio: c’è un calciatore in grado di fare andare d’accordo nelle critiche (e troppo spesso nelle offese) i tifosi avversari, quelli partenopei (in parte) e la stampa locale (in parte),  si tratta di Fabian Ruiz. Sempre troppo attaccato questo ragazzo che, nonostante il fastidiosissimo e costante pregiudizio nei suoi confronti, dal rientro dal Covid nella scorsa stagione, ha sbagliato pochissime partite con la maglia azzurra tirando la carretta senza mai fermarsi.

 

  • Il premio Nobel: purtroppo nel gioco del calcio vengono premiati  esclusivamente quei calciatori in grado di distinguersi per grandi gesti atletici. Ma se esistesse un riconoscimento per l’intelligenza tattica in campo io personalmente lo darei con trentatré turni d’anticipo ad Anguissa. Se il suo esordio contro la Juventus mi aveva impressionato, ora dopo quattro partite resto conquistato dalla sua capacità nel fare le cose sensate e semplici. Personalmente sono davvero curioso di vedere insieme due “cervelli” come lui e e Demme insieme in campo. Roba da professori universitari..

 

  • Il cambio di stagione: si sa da qualche giorno l’estate è terminata e con essa anche le temperature si abbassano, soprattutto al Nord. E allora ecco che a Torino (sponda Juventus) si registrano -10, nella Roma sponda laziale-7, a Bergamo -5, nella Roma lupacchiotta -3, e a Milano da entrambi i lati del Naviglio -2. Scherzi a parte dopo cinque giornate nessuno ha mai vinto lo scudetto (forse neanche dopo trenta), ma in questa prima fase molto spesso si capisce chi sicuramente non potrà lottare per il titolo. Il Napoli targato Spalletti sembra “quadrato” e i tifosi hanno diritto di sognare, in una piazza in cui troppo spesso si è negativi, critici e disillusi. Il timore è che al primo o secondo risultato negativo possano uscire fuori i “sapientoni” di una materia che non ha nulla di scientifico..

Articolo a cura di Marco Lepore

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