Il Cds vota la grande Italia ma vede tre flop tra gli azzurri

il "napoletano" Di Lorenzo, prestazione stellare

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L’Italia vince 5-3 ai rigori in semifinale contro la Spagna per Euro 2020. Match davvero complicato per gli azzurri che soffrono il pressing degli iberici e vanno vicini al gol con Olmo, parata di Donnarumma. La squadra di Mancini manca clamorosamente con Barella la rete, il sardo dell’Inter si attarda a calciare e poi sfortunati con Emerson Palmieri che coglie la traversa. Nel secondo tempo sale in cattedra Chiesa, prima calcia debole in area di rigore e poi segna con il tiro a giro, che lascia impietrito Unai Simon. La Spagna però non demorde, prima con Oryazabal, poi salva da pochi passi Di Lorenzo su Ferran Torres. Il pareggio arriva con Morata che da pochi passi batte Donnarumma. Non succede molto ai supplementari se non un paio di mischie dove salvano i difensori azzurri. Si va ai rigori, decisiva la parata del portiere rossonero su Morata e poi Jorginho che spiazza Unai Simon. Azzurri in finale, cori per l’infortunato Spinazzola e si attenderà la vincente di Inghilterra-Danimarca.

 

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Donnarumma 7,5 – Le Furie Rosse comandano il gioco, danzando intorno all’area azzurra, senza tirare. Gigio copre bene la porta e si fa trovare pronto quando Dani Olmo, sul dischetto, si trova la palla buona sul destro. Busquets e Oyarzabal non inquadrano lo specchio. Rischia in uscita sugli angoli, non è il suo forte. Deve arrendersi a Morata, che lo spiazza, firmando il pareggio: non poteva fare niente. Nei supplementari diventa una rumba. Paratona su Morata, ci porta in finale.

Di Lorenzo 7,5 – Un’altra grande prestazione. Deve ingaggiare il duello più entusiasmante della partita con Ferran Torres, tenuto larghissimo, da Luis Enrique. Ha il senso del gioco, sa quando deve uscire in anticipo o aspettare e reggere nell’uno contro uno. Trasloca a sinistra con l’ingresso di Toloi senza perdere lucidità. Capacità di adattamento.

Bonucci 6,5 – E’ il più convinto e risoluto, soprattutto nei primi minuti, quando la Spagna imprime un impatto sorprendente alla partita. Manca un vero centravanti da marcare, ma neppure è semplice leggere le linee di passaggio. Freddezza dagli undici metri.

Chiellini 6 – Sembra leggermente frenato o forse gli manca un osso come Lukaku da sbranare. Paga lo sforzo sostenuto con il Belgio. Nell’azione del pareggio spagnolo è risucchiato dal triangolo tra Dani Olmo e Morata.

Emerson 6 – Alla spinta incessante di Spinazzola, preferisce i raid, scegliendo il tempo giusto per lanciarsi e creare la sorpresa, combinando con Insigne. La prima volta in cui scappa costringe Busquets all’intervento disperato su Barella. A un sospiro dall’intervallo colpisce la traversa con un sinistro potentissimo. Alla distanza il calo è inevitabile.

Toloi (29′ st) 5,5 – Mancio lo spedisce a destra in marcatura su Dani Olmo che lo costringe al giallo.

Barella 5,5 – Il palleggio e le rotazioni del centrocampo iberico lo innervosiscono. Pedri gli toglie il riferimento e Nicolò deve salire su Busquets. Non è la sua serata.

Locatelli (40′ st) 5,5 – Entra bene, ma fallisce il primo rigore azzurro.

Jorginho 7 – Sembra tenere incollato con un filo il centrocampo, deve scivolare sul centro-destra per incrociare Pedri, spazi e distanze si allargano, ma il Professore non perde la bussola. Assesta il colpo fatale.

Verratti 6 – Gioca meno palloni del solito, in un altro tipo di partita. L’Italia deve difendere. Il parigino ci mette tigna, i ricami sono limitati.

Pessina (29′ st) 6 – Riesce a dare ossigeno e corsa alla linea mediana.

Chiesa 7 – Gli scatti e le progressioni, con la Spagna in pieno controllo, sono più complicate. Prova da solo a ribaltare il destino. La strana posizione di Barella gli toglie assistenza nel gioco corto. Ci vuole fede e Fede sa aspettare l’attimo giusto: segue a rimorchio Immobile, si aggiusta la palla sul destro e tira a incrociare sull’angolo opposto, beffando Unai Simon, a cui aveva già segnato con l’Under 21. Un capolavoro.

Bernardeschi (2′ sts) 6 – Centra il bersaglio su rigore.

Immobile 6 – Più in partita rispetto ai quarti contro il Belgio, tocca pochi palloni, ma combatte e si danna l’anima, costringendo Busquets al giallo. Gli azzurri tentano di servirlo sul filo del fuorigioco. I segnali comincia a darli nella ripresa, Mancini lo toglie proprio quando sta prendendo coraggio e servirebbe il suo allungo in profondità. Sbagliato sostituirlo così presto.

Berardi (17′ st) 6,5 – L’idea del tridente leggero lo porta due volte al tiro ma viene murato. Cresce ed entra in partita nei supplementari.

Insigne 6 – Le azioni più pericolose dell’Italia sino all’intervallo nascono dai suoi colpi a beneficio di Emerson. Il cambio Immobile-Berardi lo porta al ruolo di finto centravanti. Esce dalla partita perché è l’unico che può fare posto a Belotti…

Belotti (40′ st) 6 – L’impegno c’è, manca molto altri. Sul dischetto però si presenta bene e segna di prepotenza.

Ct Mancini 7 – La Spagna ci costringe al solco tradizionale dell’attesa e del contropiede. Niente palleggio. Sappiamo soffrire, non perdiamo la testa dopo il pareggio di Morata. Buona stella e pazienza. Siamo in finale.

 

A cura di Fabrizio Patania

 

 

 

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