Urs Althaus: «Io, Aristoteles, lo svizzero che tifa per gli azzurri di Canà»

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Lino Banfi, Oronzo Canà e l’Allenatore del pallone: cult e must che stanno diventando i veri protagonisti dell’Europeo dell’Italia. Pensare che proprio la stella della Longobarda di Canà (il brasiliano Aristoteles) è stato interpretato dall’attore svizzero Urs Althaus che a distanza di 37 anni dall’uscita del film nelle sale italiane è ancora amatissimo dalle nostre parti.
Urs, per quella di stasera sarà una partita speciale… «Nessun dubbio: stasera il mio cuore sarà diviso a metà. Mi sento come la mamma di Xhaka quando i figli si sono sfidati in Svizzera-Albania. Innanzitutto sono svizzero, ma fin da bambino ho sempre fatto il tifo anche per l’Italia. Mi piacerebbe ne venisse fuori una bella partita, anche se vedo l’Italia più attrezzata per vincere».
Tanto più che questa Italia è diventata la nuova squadra del «suo» Oronzo Canà… «In tempi non sospetti dissi che se gli azzurri avessero preso la filosofia scanzonata della Longobarda avrebbero potuto puntare al titolo. Tutti si misero a ridere, ma ora sembra che solo io ci avessi visto lungo. E poi aggiungo che se prima della partita i giocatori facessero un sorso della nuova birra Aristoteles, magari prenderebbero tutti le qualità del mio personaggio».
Ma chi è l’Aristoteles dell’Italia? «Non ho dubbi: Ciro Immobile. Fin da subito ha fatto breccia nel mio cuore».
Perché? «Oltre ad essere molto forte e a segnare tanto, mi ha ricordato Aristoteles per quanto riguarda l’ambientamento quando era al Borussia Dortmund. Anche il mio personaggio all’inizio aveva fatto fatica a integrarsi. Poi Ciro è tornato in Italia e ha dimostrato tutto il suo grandissimo valore in campo, proprio come sta facendo adesso con la maglia azzurra. In Svizzera si guarda molto la Bundesliga e ricordo perfettamente quei suoi mesi difficili al Borussia, questa cosa mi ha fatto subito pensare ai primi periodi di ambientamento di Aristoteles alla Longobarda e per questo mi è stato subito simpatico».
Che effetto le ha fatto ascoltare le dediche dei giocatori dell’Italia al suo amico Lino Banfi? «Mi è venuta la pelle d’oca. È stata una cosa incredibile, anche io oramai mi sento parte del fenomeno Italia. È una cosa che mi rende felice ed orgoglioso. Che onore essere accostato agli azzurri». 
Cosa si aspetta dalla gara di stasera? «All’esordio l’Italia ha giocato molto bene e anche stasera ha buone possibilità. Soprattutto se scenderanno in campo col 5-5-5 di Canà».
E la Svizzera? «Occhio a Freuler, è l’uomo. E poi Sommer: uno dei primi 5 portieri al mondo». 

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B. Majorano (Il Mattino)

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