G. Lepore, ex Tribunale di Napoli: “Le indagini dovevano riguardare tutta la Serie A”

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A Radio Marte è intervenuto Giandomenico Lepore, ex capo della Procura del Tribunale di Napoli: “La situazione attuale del calcio? Le cose che si facevano una volta diventano pazzielle. Stanno venendo fuori delle brutte cose, è un brutto momento sia per il calcio che per la magistratura. Non tutti i magistrati – così come non tutti gli amministratori del calcio – sono però la stessa cosa. Sicuramente ci sono dei reati previsti dal codice penale, quindi poi bisognerebbe cominciare un’indagine. Chiaramente però investirebbe non solo l’Italia ma pure altri Paesi. E’ essenziale capire se si possa fare al più presto o possa diventare un lavoro inutile che non si conclude in tempo.

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I procuratori? All’inizio si aveva il sospetto. Dovunque ci stanno i danari, ci sono anche gli imbrogli. Ora vengono fuori cose con il loro fondamento: servirebbe almeno un inizio di indagine. La veritá non la vuole nessuno.
Quando vedevo, durante le partite, arrivare il giocatore davanti alla porta, mi chiedevo se lo facesse perché era bravo o perché aveva già un accordo con il portiere. Calciopoli? Le indagini dovevano riguardare tutte le squadre di Serie A, purtroppo invece ci fu un blitz negativo che fece uscire un volume con tutte le intercettazioni e fummo bloccati completamente. La prima squadra che indagavamo era la Juventus ma poi venivano tutte le altre, perché tutti quanti fecero imbrogli. Il sistema lo adoperavano tutti, chi più chi meno.
Anche i vari contratti che si fanno tra i singoli giocatori e le società riservano misteri. Magari pure per pagare tasse nei vari Paesi. Napoli-Verona? Negli ultimi tempi, dopo le indagini sul calcio che mi hanno fatto cadere le braccia, mi sono un po’ allontanato dal calcio. Ci sono tanti misteri, nel calcio purtroppo è così. Ci sono troppi soldi che girano. E’ un peccato, perché il gioco è bello e interessante”.

 

Fonte: Radio Marte

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