A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Napoli-Lazio

Approfondimento su Napoli-Lazio

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Napoli-Lazio: sei giornate al termine e la lotta per la Champions si infiamma con le sfide di lunedi’ Torino-Napoli e Lazio-Milan.

Napoli-Lazio è sempre una partita pirotecnica e ieri sera al “Maradona” le due squadre hanno onorato il gioco del calcio, disputando una bella partita. Hanno vinto i partenopei col punteggio di 5-2, dimostrandosi in grande forma per questo finale di stagione. Ecco i principali spunti del match:

  • Il santino: tanti anni con la maglia del Napoli e la sensazione da sempre per il sottoscritto che Reina sia soprattutto un portiere da santino su parabrezza a cui mancava solo la frase “Non paro perché penso a te”. Eppure stasera lo spagnolo è stato il migliore in campo per gli azzurri e i giudizi su di lui mi hanno sempre ricordati un noto sketch di Troisi sul lavoro (a cottimo o minorile), traslato sul ruolo del portiere (bravo coi piedi o con personalità). Occhio però, c’è poco da sorridere perché questo Meret fa tremare.

 

  • La maglia sbagliata: Politano sta attraversando una fase eccezionale ed è una delle pallottole in canna di cui mister Gattuso (complimenti a lui per averlo schierato) fa davvero fatica a privarsi. Una stagione da doppia cifra per reti segnate e una “mattonella” che ormai sta diventando tutta sua (da destra con sterzata verso il centro con conclusione in versione Kick Off per chi conosce quel vecchio videogioco), ma con un solo torto: il colore della maglia indossata. Perché il buon Matteo, con buona pace di tutti, presumibilmente guarderà gli Europei dalla tv lasciando posto al panchinaro doc bianconero Bernardeschi.

 

  • L’effetto alone: ho caldeggiato tutta la settimana la non presenza in campo ieri sera di Bakayoko, chiedendo di schierare a centrocampo chiunque (persino Gattuso stesso) tranne lui. E invece l’ex Chelsea sfodera una gran prestazione lottando su ogni pallone e recuperandone davvero tanti. Talvolta è bello dover chiedere scusa a qualcuno per un pregiudizio poi smentito e forse ogni tanto dovremmo imparare a farlo un po’ tutti.

 

  • Lo spread: è incredibile come quest’anno nessuna coppia di centrali difensivi del Napoli riesca a giocare almeno tre partite di seguito. Sono otto mesi che questa assurda alternanza nella titolarità del ruolo a causa di infortuni, continue squalifiche (decisamente troppe) e disagi mentali dopo clamorosi strafalcioni, continua incessantemente. Peccato solo che proprio adesso Manolas, che sembrava aver trovato una buona condizione fisica, dovrà saltare la trasferta di Torino.

 

  • La leggenda: non sapremo mai se Mertens, in occasione del secondo eurogol di giornata (dopo quello di Insigne), abbia pianto per il lutto che lo aveva colpito di recente, o per aver  raggiunto Vojak al primo posto nella storia dei marcatori del Napoli in campionato. Quello che conta più di tutti però  è che “Ciro”, di record in record,  sia ritornato a fare la differenza nel momento decisivo della stagione.

 

  • Il gioco delle coppie: non è un’operazione nostalgia a richiamare la trasmissione degli anni 90 di Marco Predolin, ma un chiaro riferimento al potenziale offensivo dei partenopei. Escludendo l’insostituibile Lorenzinho, si è partiti con Mertens-Politano e si è chiuso con la “coppia bidone” (per i social e quelli che preferiscono guardare i Puffi in tv) Lozano-Osimhen. Quattro calciatori devastanti e in grado di poter cambiare il corso del match. Il tecnico partenopeo dovrà essere bravo a guardarli tutti senza pregiudizi (effetto alone) scegliendo di partita in partita chi è nella miglior condizione e abbia le caratteristiche giuste per fare male agli avversari.

Articolo a cura di Marco Lepore

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