A MENTE FREDDA (RUBRICA)- Tutte le curiosità su Napoli-Benevento

Approfondimento su Napoli-Benevento

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Napoli-Benevento: all’andata il Napoli riuscì a imporsi col punteggio di 2-1, grazie a una rimonta avviata da Insigne e completata da Petagna.

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Ieri pomeriggio al “Diego Armando Maradona” sono scesi in campo Napoli Benevento in un derby che aveva davvero ben poco di amichevole, soprattutto per i partenopei reduci da un inizio di 2021 quasi fallimentare. Alla fine non c’è stata storia con un 2-0 netto,anche nel gioco, per il Napoli.

Ecco gli spunti del match:

  • Il “bipolare”: sa giocare o non sa giocare Rrhamani? Da qualche settimana è questo il quesito shakespeariano che ci si pone in casa Napoli. Già perché c’è una versione del calciatore in coppia con Maksimovic disastrosa (Juventus a parte) e una con Koulibaly (di cui parleremo più avanti) in cui il ragazzo è nettamente più sicuro nel difendere. E mercoledì purtroppo tocca al duo che tanto male ha fatto finora..

 

  • L’uomo in più: al netto di un gol fortunoso, Matteo Politano ha fatto ricredere tutti i detrattori a prescindere dimostrando di essere un calciatore importante. La costanza è una qualità che manca al ragazzo ma da tempo è uno dei pochi a tirare avanti la baracca, chissà se la squadra al completo in avanti potrà dire la sua ancora nella lotta Champions.

 

  • I piedi ruvidi: aveva sfiorato il 2-0 ieri ma purtroppo da quasi un anno Di Lorenzo sta palesando tutti i suoi limiti tecnici e tattici. È vero che gioca ininterrottamente ma la qualità è un’altra cosa. Fastidioso nel solito passaggio arretrato di callejoniana memoria, francamente forse dovrebbe rifiatare perché da troppo tempo si fa notare soprattutto per i disastri e le ammonizioni inutili.

 

  • Il talento “ignorante”: quanto è mancata a questa squadra la forza fisica e la classe di Koulibaly che da solo regge l’intera retroguardia avversaria. Ma per quanto fatto ieri sera Kalidou merita una multa salatissima e sarebbe un grave errore non dargliela, perché in una squadra in palese difficoltà nella rincorsa Champions perdere uno dei suoi leader per un fallo a settanta metri è da “codice rosso”.

 

  • Gli eroi del passato e del presente: quanto siano importanti per questa squadra Mertens e Ghoulam non è semplice da raccontare a chi non conosce il mondo Napoli. Se del belga, non al massimo come condizione fisica ma sicuramente decisivo sotto porta, abbiamo detto tutto, il recupero dell’algerino è davvero strategico. Ghoulam negli ultimi sette anni è stato l’unico vero terzino sinistro puro (anche se da almeno tre stagioni non riesce a dare continuità di prestazione) in grado di fornire cross dignitosi. Personalmente lo avrei sostituito qualche minuto prima per salvaguardarne la sua condizione fisico-atletica.

 

  • Le lacrime da coccodrillo: ieri proprio mentre si giocava Napoli-Benevento, sulla Rai è intervenuto l’arbitro Orsato, protagonista in negativo del “saccheggio di Milano” che provava a giustificare i suoi misfatti. Scusarsi dopo tre anni, parlando di semplice errore offende l’intelligenza dei napoletani e degli addetti ai lavori, perché questa resterà una macchina indelebile di una carriera che dopo quell’episodio ha inspiegabilmente (o forse SPIEGABILMENTE) spiccato il volo. Sinceramente se questa è l’apertura degli arbitri nel parlare, che continuino nel loro silenzio. Un segreto, quello del dialogo di quella sera col Var che il pessimo Orsato si porterà nella tomba, proprio come Totò Riina nella trattativa Stato-Mafia.

Articolo a cura di Marco Lepore

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