Zazzaroni: “Diego? Quando è arrivata la notizia ho guardato tutti come fossero matti”

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Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo durante la trasmissione Punto Nuovo Sport Show: Quando la notizia è arrivata in redazione? Ho guardato tutti come fossero dei matti. Dopo è successo un pandemonio, abbiamo dovuto buttar via il giornale e rifare tutto. E’ stato travolgente, al punto che non ho ancora la percezione esatta di quello che è successo. Io ho giocato con Diego a Cervia: fu una partita sulla sabbia. Mi diede una palla pazzesca e davanti alla porta sbagliai clamorosamente. Ma fu un momento credibile. Giocare con Diego è qualcosa che non riesci a descrivere. O meglio, lui giocava a calcio e noi facevamo un’altra cosa. Nel 2004 venne a Bologna a farsi intervistare di me. Ho rivisto la foto: pesava almeno 125 kg, ma era lucidissimo. Accettava tutte le domande, anche le più scomode. Ma doveva fidarsi di te, altrimenti ti mandava a quel paese. Nel ’93 fui l’unico giornalista italiano a Sidney. Diego era un fuscello, calato di una dozzina di chili in poche settimane, grazie ad un preparatore giovane, che sembrava uno scappato di casa. Era chiaro che utilizzasse anfetamine per dimagrire così velocemente, ma la FIFA lo fece fuori al Mondiale del ’94. Quando lo sapemmo, presi l’aereo e arrivai a Dallas, verso l’albergo dell’Argentina. Mi riconoscono, mi fanno salire da Diego che non parlava con nessuno. Si girò verso di me e mi disse: ‘Amico mio, mi hanno tradito’. Quello dei vertici lo avevano protetto e coperto fino a quel momento, perché il calcio business pretendeva la sua presenza. Poi doveva vincere il Brasile di Havelange…”.

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