Serie A: Boccata d’ossigeno grazie al fondo Cvc-Advent-Fsi

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Il crac può attendere. Perché è molto più che una boccata d’ossigeno quella che arriva dal fondo Cvc-Advent-Fsi a cui la Lega Calcio ha consegnato il 10 per cento della Media Company creata per gestire e commercializzare i diritti televisivi della serie A. Hanno votato tutti sì, compreso Lotito (Lazio) e Percassi (Atalanta). De Laurentiis, dopo aver provato a convincere tutti l’estate scorsa a portare avanti un progetto identico nei contenuti ma senza la presenza del fondo, si è unito al resto del plotone della serie A.

Guidato dal presidente della Lega Dal Pino che per primo, a maggio, ha proposto l’entrata dei fondi di private equity nel calcio italiano. L’assemblea a Roma non era affatto una formalità. E i padroni del vapore si sono trovati – stranamente – tutti d’accordo. D’altronde, a parte il Napoli e pochi altri, questa iniezione di liquidità darà una grossa mano ai conti di tanti club italiani che, con il Covid-19, hanno visto peggiorare lo stato dei propri bilanci.

Arrivano 1,7 miliardi di euro (all’ultimo istante il fondo ha aumentato di 50 milioni la sua offerta). L’ad della Lega Calcio De Siervo avverte: «La Serie A prova la strada per uscire da sola e sulle proprie gambe da questa crisi. Questo non significa che le richieste al governo, i cosiddetti ristori, non siano più attuali. Abbiamo dimostrato di saper fare gli imprenditori che ottimizzano i costi e massimizzano i ricavi.

Questo non deve togliere di responsabilità il governo, al quale continuiamo a ribadire l’esigenza di ristori che spostino in avanti tutta una serie di pagamenti. Chiediamo che si apra un tavolo». Nel team che ha collaborato assieme al comitato di lavoro formato da De Siervo, Agnelli, Campoccia, De Laurentiis, Fenucci e Fienga, figurano il professor Alpa, lo studio Tremonti, lo studio Gianni Origoni & Partner con l’avvocato Francesco Gianni e Renato Giallombardo e lo studio Lazard con Marco Samaja e Carlo Gallovich. Fonte: Il Mattino

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