Nel corso della trasmissione di Radio Marte, a “Si gonfia la rete”, condotta da Raffaele Auriemma, è intervenuto il direttore del CdS Alessandro Barbano. “La sentenza di ieri fa suo il paradigma del sospetto e dell’illlazione. De Laurentiis si sarebbe messo d’accordo con i vertici della Regione per far sì che si precostituisse una causa di forza maggiore per non far partire la squadra per Torino. Questa è una lettura dietrologica e distorta della realtà. Anche se fosse stato sollecitato un intervento, sarebbe stato legittimo per la salute per capire il contagio che per la prima volta coinvolgeva la squadra. Violandosi la clausola compromissoria del protocollo, che però soggiace all’ambiguità tra quarantena soft e quarantena hard, che può essere emanata attraverso l’ASL. Il Governo non ha voluto risolverla e quindi crea due sistemi giuridici, con quello dell’ASL superiore a quello della FIGC. In questi giorni tanti hanno visto bloccati i loro giocatori per andare in Nazionale. Il concetto giuridico è di una gravità inaudita. L’idea che un assassino che si mette deliberatamente in condizione di incapacità di intendere e di volere per compiere un delitto non può poi richiamarla come attenuante, anzi è un’aggravante. Quindi, secondo questo paradigma, il Napoli ha richiesto alla ASL i chiarimenti perché si voleva precostituire la prova per non partire, con un dolo quindi preordinato. Se fosse avvenuto questo, il Napoli avrebbe dovuto essere radiato, e forse neanche per un anno. E i giudici avrebbero dovuto mandare la sentenza alla Procura per indagare meglio. Il provvedimento ASL peraltro è per legge un provvedimento doveroso. Il calcio vuol’essere una teocrazia arbitraria e questo è gravissimo, il Napoli è giustamente insorto. Ricorso CONI? Il Collegio di Garanzia mi auguro ribalti questa sentenza. Ovviamente se la clausola compromissoria si è rotto c’è un giudice ordinario, bisognerà capire se il TAR potrà intervenire per chiedere o meno la ripetizione della partita. Il TAR è un giudice dell’atto, bisogna capire che tipo di atto dovrebbe sospendere o annullare. Questa sentenza non fa onore al calcio, questo lo sanno tutti ed è molto grave che anche all’interno delle istituzioni sia stato sottovalutato l’esito di questo rischio. Una magistratura del genere non può rappresentare il calcio, lo dico da cittadino e senza partigianeria o spirito di parte. Non è pensabile che il calcio risolva le sue controversie come l’inquisizione spagnola”.
