Il Napoli può bloccare Elmas e Rrahamani, no alle nazionali

Giuntoli segue le parole di Marotta per quanto riguarda la vicenda dei nazionali

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Giuntoli e la paura Covid: «In questa fase particolare sarebbe meglio lasciarli a casa isolati e tranquilli»

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«È inopportuno mandare i nostri calciatori in nazionale la prossima settimana». Cristiano Giuntoli esce allo scoperto. Come già aveva fatto Marotta pochi giorni fa. Rilancia l’allarme dopo che il Napoli per primo, a settembre, aveva provato a bloccare il primo giro di chiamate per la Nations League. «In un periodo così delicato la cosa migliore sarebbe lasciarli isolati e tranquilli», dice il direttore sportivo del club azzurro. Preoccupazione, angoscia. Per il coronavirus, per un contagio che cresce a dismisura. «Siamo dell’opinione che la cosa migliore è che non partino», conclude Giuntoli da Fiume. Non solo auspici: perché De Laurentiis, anche attraverso l’Eca, sta provando a far cambiare idea all’Uefa (ma serve anche l’ok della Fifa) per spostare le partite delle varie nazionali magari in primavera. Ma al momento, tutto è inutile: le convocazioni non si fermano. In queste ore stanno arrivando nelle sedi dei club, regolarmente. Nessun altolà dell’Uefa e neppure da parte della Fifa. La finestra di novembre per le nazionali non viene sospesa, almeno per il momento. Ma il Napoli sta studiano una via di fuga, di concerto anche con Inter, Milan, Roma e altre società: perché De Laurentiis potrebbe decidere di avvalersi del nuovo regolamento della Fifa che dà la possibilità di non dare il via libera a quei calciatori che per giocare si recano in Paesi a rischio, dove al rientro in Italia avrebbero obbligo di quarantena per almeno 5 giorni. Motivo per cui, per esempio, potrebbe essere negata la convocazione ad Elmas che gioca con la Macedonia del Nord e Rrahmani (Kosovo) proprio per le misure restrittive al rientro. E attenzione alle mosse improvvise del Werder Brema e dell’Arminia Bielefeld che aprono il fronte dei club che dicono no: proprio nello stesso momento in cui Giuntoli parlava dal bordo campo di Fiume, il Werder comunicava che non avrebbe dato il permesso a Friedl (Austria), Veljkovic (Serbia), Rashica (Kosovo), Osako (Giappone) e Sargent (Stati Uniti) di rispondere alle chiamate delle rispettive nazionali proprio per la norma della Fifa.

P. Taormina (Il Mattino)

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