Gattuso: “Non avremmo segnato, neanche se avessimo giocato tutta la notte”

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«Potevamo anche giocare tutta la notte, il gol non lo facevamo». E’ stata la sensazione di tutti, ieri, sera, non solo di Rino Gattuso. Il tecnico azzurro prova a dare una spiegazione davanti ai microfoni ed in conferenza stampa. 
Gattuso, ora la qualificazione si fa in salita? «Abbiamo perso una partita importante ma è chiaro che c’è ancora tutto il tempo per poter rimediare. Però è chiaro che non possiamo più sbagliare altre gare. Questo non è un girone semplice, l’ho detto fin dal primo istante che l’Az non era un avversario comodo».
C’è qualcosa che rimprovera ai suoi? «Il risultato. L’errore principale è che non dovevamo perdere. Ma negli ultimi dieci, quindici metri non siamo stati lucidi e cattivi come altre volte. È evidente che abbiamo fatto un possesso lungo ma senza essere molto pericolosi. Il problema non è che non abbiamo fatto gol, ma che lo abbiamo preso con mezzo tiro subito in tutta la partita. Ed è bastato questo per farci perdere la gara».
Lì davanti non è stato il solito spettacolo, non trova? «Abbiamo fatto il solletico all’Az, abbiamo preso una mazzata pesante. Quando non avevamo palla dovevamo fare meglio e invece non abbiamo fatto le cose che ci eravamo detto. È stata una gara molto particolare».
A pochi giorni dallo show con l’Atalanta è una prova che lascia stupito anche lei? «No, perché il bello del calcio è proprio questo, nel senso che ogni partita ha la sua storia. Ora c’è il Benevento e c’è la possibilità di rifarci subito». 
La storia dei contagi ha reso più forte l’Az? «Non mi sorprende. Quando escono queste cose, soprattutto in questi tempi di Covid, i calciatori tirano fuori sempre delle motivazioni. Io ne ho viste di gare dell’Az quest’anno e mai si sono difesi come contro di noi. Qui al San Paolo, sono venuti solo per difendersi e lo hanno fatto bene. Dimostrando di avere una grande mentalità».
Giocare in questo clima di perenne emergenza, pesa? «Certo che pesa. A volte ti fa dare anche di più, l’Az è una squadra che vinceva 3-0 e poi ha fatto 3-3, questo vuol dire che non pensa mai a difendere così. Oggi invece l’ha fatto. Noi abbiamo comandato la partita, ma negli ultimi 10-15 metri potevamo fare meglio».
Certo, quel gol subito brucia. E non poco? «Non eravamo brillanti, ma non c’è stata mai la sensazione di poter prendere una ripartenza. Ci serve da lezione, ma è difficile riuscire a rimproverare qualcosa ai miei per la prestazione se non quella di non aver inciso negli ultimi metri, vicino alla porta». 
Ha influito la stanchezza di giocare ogni tre giorni? «Il fatto che manca Zielinski o Elmas fa mancare qualcosa, ma rifarei tutte le mie scelte perché la prestazione mi è piaciuta. Non è stata una questione di stanchezza. Questa squadra deve trovare la via del gol, quando gioca così. Ora dobbiamo pensare a riprenderci. Ma sono arrabbiato e deluso per il risultato perché non meritavamo di perdere. Ora tuffiamoci subito sul Benevento, per riscattarci immediatamente».
Hanno pesato i troppi complimenti? «Non lo so, ne abbiamo avuti tanti. Purtroppo in Europa ci stanno certi tipi di prestazioni, Quando giochi contro una squadra che dimostra di saper soffrire, può succedere che non vinci. È stata una gara particolare, avremmo potuto giocare anche tutta la notte ma il gol non lo avremmo mai fatto. Ma quello che non mando giù è il gol preso. Ecco, non dovevamo prenderlo».

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P. Taormina (Il Mattino)

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