Il mercato ha avuto i suoi principi: Osimhen e Chiesa

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Ci sono affari “normali”, trattative, tormentoni e principi. Tutti gli anni. Anche stavolta è stato così. Chiesa alla Juve, affare last minute – pagamento di 60 milioni spalmato in più anni – che permette a Pirlo di colmare una lacuna. In questa lunga sessione extra-large sono stati investiti molti milioni, anche se una parte di investimenti è solo fittizia per realizzare plusvalenze di bilancio. Ma soprattutto c’è da sottolineare che non sono partiti nazionali italiani come Chiesa, Immobile e Tonali e che sono arrivati pochi ma ottimi stranieri, primo tra tutti Osimhen. La Serie A ha bisogno di un conforto tecnico in questa delicatissima fase, meglio ancora se la spinta arriva dalla linea verde: Chiesa ha 22 anni, Osimhen uno in meno, Tonali (altro giovane che sale sulla grande ribalta grazie al Milan) 20. E, a proposito di stelle nascenti, un grande affare in uscita lo ha fatto l’Atalanta, cedendo il 18enne attaccante Traoré – 3 presenze e un gol nello scorso campionato di serie A – al Manchester United per 40 milioni.

Il Mattino

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