Nel Foggia del compianto Casillo anche Insigne e Zeman
Casillo ritornò a occuparsi del Foggia calcio nella Lega pro prima divisione, richiamando Zeman in una squadra dove giocavano anche Lorenzo Insigne a Marco Sau. Il sogno di tornare in serie B finì tra le contestazioni della tifoseria. Con il figlio Gennaro, che aveva 9 anni quando il padre era stato arrestato, ha cercato negli ultimi anni un recupero d’immagine. Ha scritto anche al capo dello Stato, Sergio Mattarella, con l’appoggio del presidente di Confindustria di Foggia, Gianni Rotice: «Mi hanno accusato ingiustamente di mafia. Ho perso tutto e sono stato assolto, rivoglio dignità».
Anni di solitudine e stanchezza, nel ricordo anche dei suoi trascorsi da presidente dell’Avellino, della Salernitana, del Bologna, persino della piccola Sangiuseppese squadra della sua città d’origine. A Salerno, anche la disavventura giudiziaria per contrasti di interesse con Aniello Aliberti che aveva rilevato la società. Ad Avellino, nella società c’era invece la moglie Anna Maria Ambrosio. E lui,
sempre nell’intervista del 2002 al Mattino, disse: «La società di mia moglie ha il 40 per cento delle azioni dell’Avellino. Io e mia moglie siamo ricchi di famiglia, ma io ora sono più povero e mia moglie mi dà una mano anche in questa mia malattia del calcio».
Ma nelle sue attività, Casillo ha spesso avuto difficoltà con i soci. Anche quando fu editore del rinato quotidiano «Roma» nel 1990 con lo stampatore Luca Colasanto. Dopo dieci anni di assenza dalle edicole, il giornale riprese le pubblicazioni proprio con Casillo tra gli editori e l’appoggio del deputato e giornalista missino Giuseppe Tatarella originario di Cerignola. Don Pasquale andò via per contrasti con gli altri soci. Fonte: Il Mattino
