L’AIC è stata chiara: Prima delle 18:00 non scenderemo in campo

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CALCIATORI IRRITATI

Ieri intanto è andata in scena una conference call dei rappresentati Aic delle squadre di A. Netto il rifiuto di scendere in campo prima delle 18 e dunque un problema per la Lega che per le gare ha fissato tre nuovi slot (17, 19,15 e 21,30) in sostituzione dei precedenti (16,30, 18,45 e 21). Con certe temperature non si può giocare: il concetto ripetuto ieri dall’Associazione. Assai sentito anche l’argomento contratti, sia per quel che riguarda i tagli sia per quel che riguarda i ricorsi al Collegio Arbitrale, inevitabili se i presidenti scegliessero di non corrispondere le due mensilità oggetto di contenzioso.

L’Aic ha paura che i tempi per il giudizio diventerebbero lunghi e che diversi proprietari, comunque autorizzati a iscriversi al prossimo campionato (ma non alle coppe europee: occhio alla variabile Uefa…) senza quei pagamenti, sceglieranno di non mettere mano al portafogli ora. Questo argomento Tommasi intende tirarlo fuori anche oggi davanti al ministro Spadafora e ieri su Twitter dopo aver parafrasato “Soldati” di Ungaretti («Si sta come a maggio, in Italia, la Serie A»), l’ex centrocampista della Roma è stato ancora più esplicito.

«Quando si parla di contratti dei calciatori si fa sempre riferimento a chi guadagna molto ma la normalità non è quella. Ci sono giocatori e famiglie in difficoltà e ci vorrebbe più rispetto quando si parla di queste situazioni. È complicata l’eventuale gestione di un caso positivo. Le perplessità di chi scende in campo credo siano legittime. Noi vogliamo giocare, ma in modo normale». Non sembra un endorsement convinto alla ripresa. Fonte: CdS

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