Nobili (Italia Viva): “Spadafora ha cambiato troppo spesso pensiero”

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Luciano Nobili (Italia Viva) ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo durante la trasmissione Punto Nuovo Sport Show:Diciamo loro che devono fornirci di tutte le indicazioni più precise da seguire per la ripresa, ma poi le decisioni le prende la politica. Come succede in tutti gli altri Paesi d’Europa, è ovvio che quando un calciatore risulterà positivo, sarà trattato come un infortunato dal punto di vista calcistico, e da un punto di vista sanitario verrà messo in quarantena. Pensare che insieme a lui vada in quarantena tutta la squadra, tutto lo staff, è assurdo, non si capisce perché quello che va bene in Germania o in Spagna non può andare bene in Italia. Il calcio italiano non può continuare ad aspettare. Ripartiamo in totale sicurezza, senza regole che diventino alibi per non ripartire”.

Spadafora?

“Ha la mia stima, lo conosco da tempo. Su questa vicenda ha cambiato le carte in tavola troppe volte, ci vuole correttezza e chiarezza, lavorare senza cercare alibi. 3 settimane fa, alla nostra richiesta di progettare la ripartenza dei luoghi di lavoro, aziende – arrivati anche troppo tardi, molti non riescono a ripartire – chiedemmo anche la ripartenza dello sport. Finalmente stanno riaprendo palestre, impianti sportivi, piscine, con dei protocolli. Spadafora ha cambiato troppo spesso pensiero. Nessuno voleva far ricominciare lo sport in piena pandemia. Alla ripartenza del Paese, deve ripartire anche lo sport. Lo stesso Spadafora ha detto che i protocolli erano adeguati, la quarantena di squadra sarebbe stata rivista e che c’era intesa con la Federcalcio, non facciamo passi indietro in un ridicolo gioco dell’oca. Si sta aspettando una decisione che deve arrivare, giustamente, dal Governo, ma è ora che arrivi”.

Modello tedesco per i diritti TV?

“E’ complicato. Sono d’accordo con il Ministro Spadafora su questo. Ripartire a porte chiuse e dare a tutti gli italiani la possibilità di guardare il calcio. Chi dice una cosa del genere, poi deve per forza pensare al danno economico di chi ha abbonamenti o a chi trasmette le partite. Sono sicuro che in tanti sono d’accordo”.

Ritorno agli stadi?

La penso come Pregliasco. Bisogna pensare anche a questo, ripartire a porte chiuse e poi pian piano riaprire in sicurezza a piccoli numeri. Magari in autunno si può tornare alla normalità. Sarei lieto se domani Spadafora annunciasse la ripartenza del calcio”.

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