La questione del taglio degli stipendi tiene banco: Serve una vera trattativa

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La Figc ha chiarito con una nota che «non è stata approvata alcuna norma che esoneri i club da pagamento stipendi, le mensilità di gennaio e febbraio dovranno essere regolarmente saldate entro il mese di maggio». Non è un tema di poco conto, al di là delle minacce dell’Assocalciatori (il vice presidente Calcagno ha spiegato che comunque non si ipotizza uno sciopero). Però, sotto il profilo legale, l’entrata in vigore del protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti collettivi può segnare uno spartiacque non di poco conto: perché se fino ad adesso le stesse sedute erano individuali e facoltative (dettaglio non di poco conto), ecco che da questo momento non lo sono più.

E quindi i calciatori potrebbero pretendere di essere pagati. Tommasi pensa sia necessaria una contrattazione collettiva per trovare una intesa. De Laurentiis e capitan Insigne ne hanno parlato per due volte del tema del taglio dell’ingaggio. La prima volta, proprio pochi giorni prima la ripartenza del 4 maggio. In quella occasione, il presidente fece intendere che era necessaria una decurtazione date le difficoltà del movimento ma senza scendere nei dettagli. L’idea di qualche calciatore azzurro è di rinunciare a un solo stipendio e magari spalmare nel futuro 2 mensilità da qui a fine anno. Solo una idea. Serve una trattativa. Vera e propria. E con l’inizio degli allenamenti di squadra, serve anche che inizi il prima possibile. Fonte: Il Mattino

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