A Nyon si fa il tifo per la ripresa dei campionati nazionali

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IL TIFO NON BASTA

Non è un mistero che Ceferin stia tifando perché la Serie A, la Bundesliga, la Liga e la Premier League ripartano e assegnino tutte i rispettivi titoli sul campo. Sarebbe un grande segnale in vista delle coppe europee ad agosto. Ecco perché il numero uno di Nyon sta considerando (a malincuore) una riduzione del format di Champions ed Europa League. Pur di dare eventualmente alle Leghe qualche “finestra” in più dove mettere le proprie gare di campionato. Diciamo dal 2 al 12 agosto. Se dalla Germania, dall’Inghilterra e dalla Spagna i segnali sono stati finora incoraggianti e ci sono date già fissate (o almeno ipotizzate) per il via dei tornei, la stessa cosa non sta succedendo in Italia.


La Uefa a riguardo non ha preso posizione. Niente dichiarazioni ufficiali, nessun comunicato. Anche perché a Nyon si attengono alle decisioni dei governi. E non intendono assolutamente interferire nelle questioni politiche. Men che meno adesso che in ballo c’è un tema delicato come quello della salute di intere nazioni. Detto questo, in riva al lago Lemano hanno rilevato che i criteri scelti dalla nostra classe politica per la ripartenza del pallone sono i più rigidi di tutta Europa.

E che da noi al momento non ci sono certezze, neppure quella della ripresa degli allenamenti (il protocollo non è ancora stato validato e il tempo stringe), a cinque giorni dalla data teoricamente fissata per vedere i giocatori allenarsi di nuovo in gruppo ovvero lunedì 18. Il governo europeo del calcio non ha potuto far a meno di notare che l’interpretazione della quarantena in Italia è una spada di Damocle non solo per la fine della Serie A. Ma anche per la Champions, quando il 7 agosto riprenderà. Fonte: CdS

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