De Santis (ex arbitro): “Processo? Tabulati falsificati, ma la Procura…”
Massimo De Santis (ex arbitro) ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo durante la trasmissione Punto Nuovo Sport Show: “Su un campionato, la partita chiave è quella dell’ultima giornata. In questo periodo sento ancora alcuni giocatori dell’Inter per il famoso 5 maggio in cui persero e vanno a vedere le partite di 5 mesi prima. Orsato sbagliò tutta la partita Inter-Juve. Ma un qualsiasi arbitro, anche un ragazzo dell’Eccellenza, messo nella stessa posizione di Orsato. L‘unico dubbio che può avere è se cacciare il cartellino giallo o rosso. In una partita così importante, se fossi stato al VAR l’avrei chiamato e gli avrei detto che magari non è rosso, ma almeno giallo sì. Altrimenti che ci sto a fare davanti al monitor?”.
Sudditanza psicologica?
“Quando scendi in campo tanti ragionamenti non li fai. Molti arbitri sono intimoriti ad oggi, ma se io avessi avuto la fortuna di arbitrare in questo momento con tutti questi strumenti, avrei potuto arbitrare camminando. Hai tutte le possibilità di poter decidere con tranquillità, un arbitro con gli attributi va a bordo campo a rivedere l’azione. Stanno attaccati ai protocolli, ma se neanche Valeri si è accorto che quello era quantomeno giallo, è una classe arbitrale da cancellare. L’espulsione di Zidane arrivò per via contorta, ma fu giusta. La personalità ed il carattere fanno la differenza, ma è indubitabile che il calcio è stato invaso dal mezzo televisivo“.
Pecoraro perché ha aperto l’indagine adesso, dopo un anno e mezzo?
“Questo è il problema e la cosa più brutta. Al processo di Napoli dissi di prendere le partite per cui fui accusato, il PM mi rispose che prendendo i filmati non c’erano episodi che avrebbero potuto condannarmi perché troppo bravo. Sono stati tutti bravi, io portai a far vedere che i tabulati erano falsificati in un file Excel e la Procura non ha più voluto vedere”.
