Abolire la territorialità dell’arbitro? Una possibilità estrema!

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IL RETROSCENA

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Un’idea per l’emergenza, ma complicata. Abolire la territorialità? Una soluzione estrema.

ROMA – Non sarebbe una novità, l’arbitro che dirige la squadra della sua città. A Roma è successo addirittura in un derby, in un primo momento rinviato per neve, diretto poi dal funzionario dell’Inail e direttore di gara internazionale Vincenzo Orlandini, Lazio-Roma 1-0 (4 aprile 1956). Ma il pensiero di poter fare lo stesso è passato per alcune menti in questi giorni pieni di paure e Coronavirus. Un’idea non nuova (gira da tempo negli ambienti anche federali, soprattutto quando arrivò il taglio del Coni al budget della Figc), ma stavolta è sembrata una possibilità, nel caso limite in cui il campionato fosse ripreso e la pandemia non avesse mollato la presa. Questo per cercare di tutelare il più possibile la squadra arbitrale impiegata in una partita (e viceversa). Fonte: CdS

 

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