Ripresa – Si riduce il “partito del “no”, la parola d’ordine è aspettare
Le Coppe probabilmente a luglio ed agosto
Il partito del fermiamoci perde sempre più consistenza: Genoa, Brescia, Spal, Sampdoria e Torino sono in ritirata. Da vero e proprio leader la posizione di Saverio Sticchi Damiani che preferisce giocare e correre il rischio di scendere in B con il Lecce pur di salvare i conti del calcio (senza dimenticare i milioni della mutualità da distribuire alle serie minori). Gravina, il numero uno della Figc, ha mandato un segnale che i presidenti hanno recepito: se non si parte entro la prima settimana di giugno, finire il campionato sarà un’impresa. Ma nessuno muoverà un solo passo verso lo stop definitivo fino a quando il governo non darà delle indicazioni sulle misure restrittive. Se a maggio sarà ancora impossibile allenarsi, scatterà il tutti a casa. Ma fino ad allora, la parola d’ordine è: aspettare. Le squadra hanno bisogno di lavorare per almeno 20-25 giorni prima di tornare a giocare. E anche la Uefa la pensa allo stesso modo. Ceferin spiega: «Il calcio senza tifosi non è chiaramente lo stesso, ma è meglio giocare con gli spalti vuoti che non giocare affatto. Quando si giocheranno le coppe? Probabilmente a luglio o agosto, non continueremo invece a settembre e ottobre»
Il Mattino
