De Laurenttis è con le decisioni prese dal Governo e lascia solo l’arrogante Lotito

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La resa del calcio italiano arriverà oggi a furor di decreto della presidenza del Consiglio dopo che il Coni ha fermato tutto lo sport, fino al 3 aprile. Perché da soli i presidenti della Serie A non hanno voluto stoppare il carrozzone. Raggelati più che dal Coronavirus dalla paura dei maxi-risarcimenti previsti dai tanti contratti.

Ma in ogni caso, ancor prima dell’altolà del Coni (arrivato ieri pomeriggio), i padroni del calcio avevano raggiunto tra di loro una intesa che porterà quest’oggi, nel caso si arrivi a una votazione, allo stop dei campionati di A ma anche di Serie B e Lega Pro fino al 3 aprile.

Il dado è tratto, resta da definire la modalità: da stamane il nuovo decreto del premier Conte che sospende le partite a porte chiuse entrerà in vigore. E magari non ci sarà neppure bisogno di arrivare al Consiglio federale straordinario convocato dal presidente federale Gabriele Gravina a via Allegri alle 14. Dove l’esito è scontato, perché anche De Laurentiis fin dal primo istante ha lasciato da solo Lotito, l’ultimo dei giapponesi. Che fino alla fine si è opposto al rinvio mettendo in campo tutta la sua arroganza.

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