Gattuso: “Il bicchiere ultimamente non lo vedo proprio, pensiamo al Brescia”

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Testa al Brescia, nessun pensiero al Barcellona: Gattuso focalizza l’attenzione solo sul match di stasera. «Ci sarà tempo per martedì, la priorità è Brescia, giocherà la squadra migliore: il Napoli con le piccole ha perso 20 punti. Troveremo una squadra avvelenata che non si ferma un attimo. Ci sarà da battagliare».

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Che risposte ha dato Allan?

«Per me è finita lì, vi avevo detto che non portavo rancore. Lui è un giocatore come tutti gli altri e pretendo il massimo impegno. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo parlati: ho visto un grande professionista che s’è messo a disposizione della squadra».

Difficile non farsi condizionare da martedì?

«Io non sono condizionato, penso solo al Brescia. Poi leggo che il Barcellona è in grandissima difficoltà e allora noi, per dirla in calabrese, stamm’muro amuro co’ ospitale».

Entra nel vivo la situazione multe per i fatti del 5 novembre: può essere un ulteriore ostacolo?

«È successo il 5 novembre. Noi pensiamo alle partite, a fare i professionisti, poi vedremo».

Gattuso giocatore riusciva a non pensare alla partita importante che veniva dopo?

«Io soffrivo solo quando la Juve giocava prima di noi e guardavo il tabellone con i minuti che scorrevano e non riuscivamo a segnare».

Europa League o battere il Barcellona e passare il turno: cosa firmerebbe?

«Europa League tutta la vita, significherebbe vincere tante partite».

Che partita vi attende?

«Sarà simile a quella di Cagliari, non so con che modulo giocheranno,ma lasciano 2-3 uomini sempre in avanti e non dovremo peccare di presunzione».

Come si lavora sulla testa in vista del Brescia?

«Io non ho sentito tra i giocatori parlare di Barcellona, da tre giorni prepariamo il Brescia. Dobbiamo pensare a Balotelli, Diego Lopez, non a Messi: ho visto la squadra motivata».

Non si fida ancora del Napoli, ma vede il bicchiere mezzo pieno?

«Il bicchiere ultimamente non lo vedo proprio. L’obiettivo è dare continuità non solo alle partite ma nel lavoro quotidiano». Fonte: Il Mattino

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