Riccardo Muni: “Napoli,salviamo il salvabile”

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In queste righe avremmo dovuto e voluto commentare il passo in avanti fatto dal Napoli, verso la qualificazione agli ottavi di Champions League. Avremmo voluto esprimere le nostre perplessità sul nuovo svarione difensivo, di Koulibaly in questo caso, che è costato un penalty, trasformato dalla Red Bull Salisburgo. Avremmo voluto esprimere il nostro rammarico per un altro legno colpito dagli azzurri, che li rende primi in questa speciale graduatoria. Avremmo voluto commentare l’occasione, colta solo per metà, di chiudere il discorso dell’accesso agli ottavi. Purtroppo, l’aspetto sportivo è passato in secondo piano, a causa di un vero e proprio putiferio che si è venuto a creare all’interno dello spogliatoio azzurro. La causa scatenante di uno dei momenti più cupi e difficili della storia del Napoli, sarebbe stato il rifiuto, da parte dei calciatori, di tornare in ritiro al termine di Napoli-Salisburgo. Non abbiamo elementi sufficienti per capire chi abbia ragione, tra De Laurentiis, Ancelotti e la squadra. Le notizie tanto sensazionali quanto false si sono susseguite nel più classico dei tamtam mediatici. Una delle poche cose certe è che i torti arbitrali subiti nelle ultime partite, accompagnati ad altrettante prestazioni piuttosto mediocri, abbiano acuito un malcontento non più contenuto. Gran parte della stampa e degli opinionisti non ha perso l’occasione per alimentare la squallida macchina del fango. Addirittura una prestigiosa testata sportiva nazionale ha descritto lo spogliatoio napoletano gomorra, scadendo nel volgare razzismo e sguazzando nel più vuoto qualunquismo. Come sempre succede in casi come questo, c’è un unico grande sconfitto, il tifoso, che vede nella maglia azzurra l’emblema della propria appartenenza territoriale. Facendo appello alla serietà ed alla professionalità di tutte le parti in causa, chiedo di salvare il salvabile, in segno di rispetto verso tutti coloro che quella maglia la amano più di ogni altra cosa.

A cura di Riccardo Muni

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