Carlino (Pres. Carpisa): «Così Napoli diventerà leader al Sud nel calcio femminile»

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Nascerà ad Agnano la cittadella del calcio femminile napoletano. Un campo a undici, altri campi più piccoli per gli allenamenti e in futuro una foresteria e la presa del Collana dove poter disputare le partite del campionato di serie A. Non sono sogni, ma è il progetto del Napoli Femminile Carpisa neopromosso in una serie B che già sta stretta. L’idea è ritornare a fasti della sfida con il Psg al Collana e a quella serie A in cui Napoli era un riferimento per tutto il settore femminile nazionale. Oggi, complice anche il successo televisivo della Nazionale, si può pensare di rinverdire quella storia e di recuperare la leadership meridionale.

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TESSERATI

I numeri del Napoli femminile Carpisa sono da grande squadra del nord: cinque squadre, centoventi tesserate, una base da allargare a differenza di società come Milan, Juve, Inter, che con le stesse tesserate possono vantare una scuola calcio più cospicua. Cinque squadre in azzurro, la prima con Giuseppe Marino, tecnico di lungo corso in casa Carpisa, la Primavera di Pasquale Emiliano che ha vinto il Torneo di Arco di Trento, l’Under 15 di Gennaro Cavallino che ha disputato le semifinali nazionali, non trova avversarie e gioca contro le rappresentative maschili, l’Under 12 e due squadre pulcini. Negli anni del tracollo dalla A alla C, e soprattutto di addio al Collana, le tesserate erano diventate anche la metà. Oggi un faro per il centrosud. Solo in Campania si contano non più di 15 squadre per un totale di 800 tesserate. I fasti della Campania sono quelli del Giugliano che 30 anni fa vinse il double, scudetto e Coppa Italia travolgendo la Reggiana. L’addio nel 91 dopo aver vinto un’altra Coppa Italia.


COLLANA

Il sogno è sempre quello di poter giocare al Collana il campionato. Nell’impianto attualmente si stanno svolgendo lavori su campo, pista e spogliatoi per la pista per lo svolgimento delle Universiadi. Finiti i Giochi, Carpisa in prima fila per aprire un discorso di gestione e lavori di ripristino di altre zone.


JUVENTUS

Inutile dirselo, il modello è quello bianconero con Vinovo che, dopo il trasferimento della squadra maschile, declina il suo calcio tutto al femminile. Sono stati visitati campi e uffici. Il Napoli Femminile Carpisa guarda lì per poter crescere e diventare sempre di più un riferimento del mezzogiorno. Re Mida dello sport napoletano, l’accoppiata Carlino-Cimmino ha colto nel segno anche questa volta. «Abbiamo fatto tanta gavetta per arrivare fin qui – racconta Lello Carlino, presidente Carpisa e da sempre patron della squadra – io partecipo solo per vincere e dopo l’altalena di risultati di qualche anno fa in cui ero impegnato in altre attività calcistiche (l’Ischia in serie C ndr) ora le cose stanno volando. Il giorno in cui arriveranno sponsor nel calcio femminile allora crescerà tutto il movimento e con esso lo stipendio delle ragazze. Ben vengano tante squadre blasonate. Il rapporto con le ragazze è splendido ma sanno anche che oltre certi limiti non si può andare. Io dico sempre. Se avete amore per la maglia bene, altrimenti non trattengo nessuno».

Fonte: Il Mattino

 

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