Figli d’arte contro (I due junior) – Davide Ancelotti: “Quando porti in giro questo nome…”

0

Di figlio in figlio, guardandosi da una panchina all’altra e sentendo su di sé gli occhi degli stadi, sempre. L’eredità è un peso, a volte, da portare con discrezione e con leggerezza, e Napoli-Cagliari è (anche) la sfida distanza tra Ancelotti jr e Maran jr, gli interpreti di un ruolo che, a modo suo, incuriosisce e però spinge anche alle facili allusioni. «Quando porti in giro un nome del genere, è chiaro che ci sia un bel po’ di diffidenza». Davide Ancelotti sta seduto, seriamente, alla destra del padre, ogni tanto va in conferenza stampa, ieri se ne è andato a vedere la Primavera: fa il secondo, ma completamente, e sul tema s’è sbilanciato senza freni, né pretattica quando è stato tirato dentro al discorso: «E’ normale e so bene che a volte qualcuno si spinge anche ad accusarti di voler fare il fenomeno». L’argomento è delicato, da maneggiare con cura anche nelle definizioni, che talvolta sfilano via gratuitamente: Ancelotti jr e Maran jr sono “figli d’arte”, e però anche “figli di papà”, consapevoli di dover convivere con etichette e luoghi comuni che restano lì, a galleggiar a bordo campo. Davide Ancelotti ha (quasi) trent’anni, è solare, trasparente, rispettoso e anche curioso: ha cominciato da osservatore a Parma, poi s’è ritrovato con un incarico al Psg e a Monaco è entrato nello staff della prima squadra, con tanto di master. Ha un primato, forse, e non è neanche consapevole: è l’unico che sia riuscito a far piangere suo padre Carlo, pubblicamente, in un pomeriggio di lezioni e sentimenti, dinnanzi ad un mini esercito di studenti universitari, alla Luiss: «E’ molto bravo ma diciamo che ha avuto anche culo». Ancelotti junior non lo direbbe mai (non davanti a tante gente…). Fonte: CdS

Factory della Comunicazione

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.