Dal Cotugno sul “caso” Ruiz: “L’epidemia, nota come Suina, è una patologia non banale”

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Sull’ influenza che ha colpito Fabian Ruiz, l’ormai famosa Suina, parla il primario di emergenze infettivologiche dell’ ospedale Cotugno di Napoli: Sicuramente avrà contratto il ceppo virale H1N1, che circola ormai da 10 anni in tutto il mondo, l’epidemia è partita nel 2009 in Messico ed è anche nota come «Suina» ma ormai estesa in tutte le latitudini e frequentissima in Italia dove è responsabile delle epidemie stagionali”.

Quali rischi comporta questa forma influenzale? «È una patologia non banale, anzi seria per le complicazioni cardiopolmonari che può comportare. Parliamo del virus che ogni anno mette a letto milioni di cittadini verso cui abbiamo sviluppato, tuttavia, efficaci vaccini che vanno somministrati per tempo alla popolazione generale. In particolare a medici, forze dell’ordine, unità dell’esercito oltre che a tutte le categorie esposte per studio e lavoro a contatti di comunità».

E i calciatori? «Non so se possano essere considerati a rischio ma è certo che una squadra, come è accaduto allanazionale di pallanuoto, può essere messa in difficoltà se un giocatore o più componenti del team si ammalano, in particolare durante competizioni ai massimi livelli». Quali caratteristiche ha il virus? «È responsabile della prima epidemia influenzale del nuovo secolo. Non tanto per la gravità della malattia quanto per la diffusività e difficoltà a contenerlo».

Quest’anno come è andata? «In base ai dati diffusi dalla sorveglianza epidemiologica dell’Istituto superiore di Sanità i casi stimati in Italia, dall’inizio dell’epidemia, sono stati circa 7,2 milioni con oltre 90morti. Ora siamo nella fase calante».

Si può ancora fare il vaccino? «Adesso è tardi, la vaccinazione va fatta a novembre, massimo dicembre.Ma esistono farmaci (oseltamidir ndr) per effettuare la profilassi, se necessario, in chi sia a contatto con un paziente. Il trattamento si è dimostrato efficace quando iniziato entro due giorni dalla comparsa dei primi sintomi ma non è un sostituto della vaccinazione antinfluenzale. Noi come operatori sanitari ci vacciniamo tutti gli anni».

Come viene fatta la diagnosi? «Con un tampone nasale cerchiamo il genoma del virus. Al laboratorio del Cotugno bastano due ore per verificare la presenza del virus. In generale l’infezione dura pochi giorni, può dare qualche problema respiratorio ma di solito guarisce completamente e non è più infettivo dopo la remissione dei sintomi».

Fonte: Il Mattino

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