L’approfondimento – di R. Muni: “La grande attesa”

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In città, ed ovunque tra i tifosi napoletani, c’è grande attesa per la partita di domenica prossima, nonostante per la prima volta, dopo alcuni anni, non sia decisiva per la vittoria del campionato. Tredici punti sono un abisso pressoché impossibile da colmare, anche nel caso di successo del ciuccio sulla vecchia signora. L’eterna sfida con la Juve, vivrà il nuovo capitolo proprio a ridosso degli importanti impegni europei di entrambe le formazioni e questo aspetto potrebbe incidere considerevolmente sul risultato finale. A tale proposito, Max Allegri, tecnico dei bianconeri, ha parlato della gara del San Paolo come di una partita finalmente allenante per i suoi calciatori, in vista del ritorno degli ottavi di Champions contro l’Atletico Madrid. Riflettendo su questa affermazione, ritornano alla mente le parole pronunciate da Maurizio Sarri al termine della passata stagione. Il sistema escogitato dalla società di Vinovo impoverirà anche i più ricchi. Non è un caso se la maggior parte delle partite disputate dalla Juve siano poco allenanti. Il livello piuttosto basso della maggior parte delle squadre, è indice di una mancanza di stimoli di un torneo che già alla partenza ha il suo esito scontato. È il prezzo che la squadra pluricampione d’Italia deve pagare per assicurarsi sostanziosi tesoretti da cessioni di seconde e terze scelte, oltre che per indirizzare la campagna acquisti delle sue squadre rivali. Tornando a Napoli-Juve, gli stimoli non mancheranno di certo ai ragazzi di Carlo Ancelotti, che vorranno dimostrare sul campo che la distanza con la capolista, sebbene sia ancora evidente, è inferiore ai tredici punti attuali. Non è mai stata banale la sfida con la vecchia signora e mai lo sarà, a prescindere dalla posta in palio. Anche domenica, Napoli-Juve varrà ben più dei tre punti e potrebbe, per certi aspetti, segnare una svolta epocale per il nostro calcio, in ottica delle prossime stagioni. L’auspicio è che sia una partita corretta, che non lasci strascichi polemici e che venga ricordata, tra qualche anno, come l’inizio di una nuova e vincente era, quella di Carlo Ancelotti. Napoli-Juve si gioca sempre ed anche a latitudini diverse. Beppe Marotta, attuale direttore generale dell’Inter, nonché deus ex machina della Juventus fino a pochi mesi fa, ha lanciato forti accuse all’arbitro della partita di Firenze reo, a suo dire, di aver recato un danno enorme alla squadra di Spalletti. Un danno che rischierebbe di pregiudicare l’intera stagione della sua squadra. Si parla di piazzamenti nell’una o nell’altra competizione continentale quindi di soldi, di bilanci e di programmazione. Il peccato di coerenza e di scarsa memoria del direttore, è piuttosto evidente. Colui che, pochi mesi fa si mostrò infastidito dalle sacrosante lamentele della società azzurra, verso gli errori arbitrali sempre a favore della Juventus, che costarono, di fatto, il terzo scudetto del Napoli, asserendo che, a fine stagione, torti e favori si compensano, deve aver cambiato idea al riguardo, lasciando i suoi dogmi incrollabili negli uffici di Vinovo. Ogni commento è superfluo, vale solo la pena di prendere atto che le parole di Marotta legittimano ulteriormente i cattivi pensieri. Coerenza, questa sconosciuta!

Riccardo Muni

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