E. Fedele: “Non solo sfortuna, punte appannate e qualcuno fuori posizione”

"Attaccanti sfortunati? No, direi molto appannati"Enrico Fedele

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Uno 0-0 che fa discutere, quello del Napoli a Firenze. Si è parlato di sfortuna, ma Enrico Fedele, dalle pagine de Il Roma, non si dice completamente d’accordo con questa tesi:

Due punti buttati via per continuare a sperare. Perché io ci credo ancora fino allo scontro diretto del 3 marzo con la Juve, ma dobbiamo arrivarci con non più di nove punti di svantaggio. Anche ieri sera abbiamo visto che, comunque, il Napoli c’è e meritava di vincere: venti punti di vantaggio in classifica sulla Fiorentina erano evidenti in campo, ma si è sprecata un’altra occasione buona per portare a casa l’intera posta. La colpa di chi è stata? Della sfortuna per le sei-sette palle gol sprecate maldestramente da Mertens, Zielinski e Milik? No, io direi che è stato quell’appannamento degli attaccanti in fase conclusiva che non ha consentito agli azzurri di centrare la vittoria. Mertens una volta non ne sbagliava una, ora le fallisce tutte; Insigne corre, corre, fa assist perfetti ma lo specchio della porta non lo vede più da un bel po’; Callejon si dà un gran da fare sulla fascia senza più sfruttare come ai bei tempi quelle poche occasioni sotto porta. Questi i motivi principali che non hanno consentito di vincere sul campo della Fiorentina. Poi se vogliamo andare a scavare sul fondo, ecco che vengono fuori le mie considerazioni che chiamano in causa il bravo Ancelotti: innanzitutto il ruolo in campo affidato a Fabian Ruiz, che non è assolutamente quello affidatogli dal tecnico azzurro. Lo spagnolo non può giocare in quella posizione, cioè in cabina di regia, perché è lento in mezzo al campo e non ha quella sveltezza nel distribuire i palloni agli attaccanti. È un ottimo giocatore, non ci sono dubbi, ma deve essere utilizzato dalla metà campo in su perché può sfruttare il suo sinistro in fase conclusiva. Meglio con Diawara e Allan a sostegno, quindi sacrificando Zielinski. Comunque anche ieri abbiamo avuto la conferma che dobbiamo scordarci del Napoli di Sarri e convincerci che il calcio di Ancelotti è prevalentemente basato sul contropiede, su azioni veloci che portano gli attaccanti davanti al portiere avversario. Come ieri sera quando abbiamo visto in varie occasioni Mertens, Milik, Callejon e Zielinski fallire clamorosamente la palla della meritatissima vittoria che ci avrebbe fatto seguire con un altro spirito la partita della Juve sul campo del Sassuolo.

Fonte: Il Roma

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