Aronica: «Togliere la Coppa Italia alla Juventus sarebbe più di uno sfizio»

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Aronica ha vinto il primo trofeo dell’era De Laurentiis con Mazzarri: 

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«Napoli, fai bene a non snobbare la Coppa Italia»

Capita sempre così: prima la si snobba, poi cominci a sentirla ma è solo un leggero richiamo, poi invece ti ritrovi in semifinale e ti viene una gran voglia di vincerla. E’ la storia della Coppa Italia, spesso bistrattata, vista come una competizione di serie B, per qualcuno un contentino visto che la Juve non dà speranze da sette anni. Se giochi subito contro il Milan, però, le motivazioni si trovano da sole. Il Napoli, battuto il Sassuolo, pare volerselo prendere veramente questo trofeo. Perché alla fine te lo ritrovi. Parola di Salvatore Aronica, che in azzurro s’è tolto lo sfizio di sollevare la Coppa e – racconta – se la porterà dietro per tutta la vita.

Allora, competizione di seconda fascia o a cui puntare fortemente?

“Negli ultimi anni il discorso è cambiato è diventata una competizione appetibile, in cui tutte le grandi vogliono far bene, anche le big ci puntano. Il fatto di conquistarlo è motivo d’orgoglio, io lo ricordo ancora. D’altronde in Italia ci sono due tornei, se nel primo è così difficile con il dominio Juve che lascia poco spazio, è ovvio che diventi un obiettivo primario”. 

Prima veniva snobbata, poi però a fine carriera ti ritrovi un trofeo nel palmarès. Che ricordo porti di quella Coppa? 

“All’inizio si parte in sordina, pare quasi un peso perché toglie energie per le altre competizioni. Però poi ti ritrovi in semifinale e ambisci alla finale, che si va a giocare a Roma, e tutto diventa più bello. Il Napoli non deve sottovalutare la Coppa Italia e credo che non lo farà, anche perché già ai quarti ci sarà il Milan, eventualmente in semifinale sicuramente pescherebbe un’altra big. Affrontare le grandi squadre può aiutare il Napoli a dar tutto, io mi auguro che riesca a vincerla”. 

In campionato c’è qualche speranza? 

“Credo che le possibilità siano minime, la Juventus ha allestito una rosa ancor più competitiva dello scorso anno, acquista top player come Cristiano Ronaldo. Quindi per il Napoli, così come per l’Inter e per le altre, diventa un obiettivo complicato quello dello scudetto. Non voglio dire impossibile, perché nel calcio mai dire mai, ma davvero molto complicato perché i bianconeri la fanno da padroni”. 

Capitolo Europa League: il Napoli è tra le più forti e, di conseguenza, candidata alla vittoria? 

“Sì, sulla carta sì. Anche perché chi scende dai gironi di Champions League ha qualcosa in più nella testa. Il problema sarà dimostrare sul campo questo qualcosa in più. Bisogna mettere in pratica tutti gli insegnamenti di Ancelotti, metabolizzati ormai dalla squadra. Questo gruppo ha nelle corde grandi cose, può mettere in difficoltà chiunque. Lo dimostra anche il percorso fatto in Champions”. 

Chiusura sul razzismo: speriamo che spariscano presto i ‘buu’ razzisti a Koulibaly e ogni forma di discriminazione. 

E’ una piaga che esiste ancora nel nostro calcio perché è difficile individuare i colpevoli. Devo dire che però ho visto una crescita nella cultura calcistica italiana. Penso che quello che è accaduto a Koulibaly non accadrà più, i tifosi stanno capendo che sono atteggiamenti sbagliati. Meno se ne parla e meglio è, anche così si cresce”.

Fonte: Il Roma

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