Costacurta a Il Mattino: “In Champions solo due più forti del Napoli”

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Il mezzo scivolone in casa contro il Chievo ha un po’ rabbuiato l’ambiente, Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan, compagno di squadra di Ancelotti, non ha invece dubbi sul risollevare il morale di Casa Napoli. L’attuale opinionista Sky è molto fiducioso sull’impegno contro la Stella Rossa e più in generale sul cammino europeo degli azzurri.
Contro il Chievo è giunto uno stop inatteso: cosa è successo? «Sinceramente non l’ho vista così male. Gli azzurri sono stati anche sfortunati, dopo la prima mezz’ora affrontata in una certa maniera. Il problema è sempre quello che hanno davanti una squadra di extraterrestri che non sbaglia una virgola. Il Napoli sta facendo una grandissima stagione, ogni tanto un passo falso può capitare soprattutto quando si torna dopo la sosta e alla vigilia di una partita di Champions».
Il campionato è da ritenere ancora aperto, oppure la Juve a più 8 è già con lo scudetto in tasca? «La Juve è la squadra più forte: non si può dire che lo scudetto lo ha già vinto ma mezzo lo ha in tasca. Napoli e Inter sono ottime squadre ma non straordinarie quanto la Juve. In questo momento nel mondo l’unica che è al suo livello è il Manchester City, sono loro le due favorite per vincere la Champions. Tutte e due finora tra campionato e Europa hanno avuto un unico stop di dieci minuti contro Manchester United e Lione».

Ancelotti come rilancerà il Napoli per la sfida di Champions League? «Carlo in queste occasioni è il numero uno degli allenatori: nella gestione dei momenti è il migliore di tutti. Lo stop con il Chievo non farà altro che agevolare il suo lavoro: gli azzurri si saranno resi conto ancora di più che per vincere tutte la partite, anche quelle sulla carta semplici, bisogna stare attenti ai dettagli e concentratissimi. Forse giocare contro l’ultima in classifica ha influito, in Champions certamente non succederà».
Che partita si aspetta al San Paolo contro la Stella Rossa? «Sono sicuro che la partita sarà identica a quella contro il Chievo: la Stella Rossa si sistemerà con i suoi armadioni in difesa, gli azzurri dovranno essere più fortunati in avanti. Ma chiaramente è una gara che il Napoli può vincere: la cosa più sorprendente è che si è portato al livello delle migliori di Europa. Un gradino più su vedo solo Juve e Manchester City».
Il Napoli insomma può vincere e passare il turno? «Certo, adesso deve sfruttare quel piccolo vantaggio dei gol che ha negli scontri diretti con il Psg. Il Napoli ha capito di potercela fare quando ha affrontato il Liverpool e il Psg e lo hanno capito anche le avversarie: può centrare quello che sarebbe uno straordinario obiettivo».
E se dovesse andasse avanti, poi cosa potrebbe succedere? «A quel punto potrebbe succedere di tutto. Per prima cosa, però, ci vorrebbe un po’ di fortuna negli ottavi di finale ed evitare un avversario come il Manchester City perché con tutte le altre se la può sicuramente giocare».
Ancelotti è stato chiaro: quando allo stadio avvengono cori razzisti e di discriminazione territoriale le partite vanno fermate. Qual è la sua posizione? «Sono d’accordo con Carlo, la sospensione potrebbe essere certamente un gesto efficace. Il limite può essere rappresentato dal fatto che una minoranza allo stadio terrebbe in scacco gli altri spettatori, le società e le forze dell’ordine. Si tratta di un problema che è giusto affrontare con fermezza per poterlo risolvere».
Insigne è maturato: ora è pronto a prendersi anche l’Italia? «La scelta di Carlo di spostarlo verso il centro per fargli toccare più palloni e metterlo più vicino alla porta avversaria ha migliorato il suo rendimento. Ora ha più fiducia ed è migliorato nella media gol e anche in nazionale sta dimostrando di potere essere una guida».
Da ex difensore di livello mondiale come vede in questo momento Koulibaly? «Adesso è tra i tre difensori centrali più forti al mondo. Lui e Chiellini sono i migliori nell’affrontare l’attaccante avversario nell’uno contro uno. Koulibaly a mio avviso ha anche una grande qualità tecnica nell’impostazione che lo mette alla stessa altezza di Bonucci e dovrebbe sfruttare di più. Sergio Ramos invece fa la differenza per la sua capacità realizzativa».
La rotazione della rosa di Ancelotti: la chiave giusta per provare ad arrivare fino in fondo a tutte le competizioni? «Tutte le squadre che arrivano in fondo ai campionati nazionali e nelle coppe europee fanno il turnover».
Ci dica qualche altra qualità speciale dell’allenatore del Napoli? «La cosa che fa la differenza è che alla vigilia delle partite di grande tensione lui riesce a rilassare il gruppo e nello stesso tempo a motivare i giocatori. La sua grandissima qualità è quella di riuscire a togliere pressione alla squadra. Prima di Liverpool e Psg tutti parlavano di sfide decisive e lui ricordava che c’era anche il ritorno. E poi non dimentichiamo che dopo il pari con la Stella Rossa all’andata un po’ per tutti il Napoli era già fuori, invece lui sottolineava che il girone era ancora lungo».
Quale è il giocatore del Napoli che farebbe sempre giocare? «Premesso che ci sono uomini spogliatoio che da lontano non si possono individuare direi che in questo Napoli da tre giocatori non si può prescindere, un difensore, un centrocampista e un attaccante: Koulibaly, Allan e Insigne».

Fonte: Il Mattino

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