L’approfondimento di R. Muni: “Giù le mani dal Napoli”

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Tra sabato e domenica scorsi si è virtualmente chiuso il discorso scudetto e, purtroppo, stavolta anche la certezza matematica è vicina. L’epilogo del campionato è tristemente noto e la Napoli del pallone fatica a digerirlo. Sarebbe stato un duro colpo anche nel caso in cui l’avversario avesse meritato, figuriamoci quando sono intervenuti fattori estranei al pallone. Ci vorrà del tempo che, come si sa, oltre ad essere galantuomo è l’unico fattore in grado di lenire ogni ferita. Leggere notizie legate alla squadra azzurra è deprimente, perché si respira un clima di smobilitazione generale. Sarri già accasato al Chelsea e con lui dieci undicesimi della squadra sistemati altrove. A meno di trattative di mercato avviate mentre sto scrivendo, il solo capitan Hamsik sembrerebbe confermato con l’azzurro addosso. Mi chiedo a chi giova tutto ciò, soprattutto adesso che non c’è più bisogno di destabilizzare. Sarri non ha mai nascosto di subire il fascino del calcio d’oltremanica e come dargli torto? Se esiste ancora un campionato in cui vince chi merita è proprio la Premier League in cui persino il Leicester ha potuto raccogliere ciò che ha meritato. Volendo scrivere di Sarri, farebbero bene a focalizzare l’attenzione sulle sue parole: ‘tutto questo prima o poi finirà, saranno sempre meno i tifosi delle squadre che non potranno vincere mai, questo sistema impoverirà anche i ricchi’. Poche parole, pochi e chiari concetti, su cui varrebbe la pena di riflettere. Se il tifoso medio della squadra campione in Italia ma impotente in Europa è giustificato se pensa che i secondi siano solo dei piagnoni, chi ha facoltà di scrivere e commentare dovrebbe riflettere su quanto detto dal tecnico nativo di Bagnoli domenica scorsa e qualche anno prima da Francesco Totti. L’esclusione della nazionale italiana ai prossimi mondiali di Russia doveva essere un campanello d’allarme circa l’involuzione del nostro mondo pallonaro e invece qualcuno ha pensato bene che la squadra della FIAT non poteva restare senza titoli, calpestando il lavoro altrui ed i sogni di una piazza che lo avrebbe meritato. Un giorno forse scoppierà un nuovo putiferio, come quello del 2006, o forse no. A prescindere da questo, resta un amaro in bocca che difficilmente si potrà dimenticare. L’unico azzurro che certamente andrà via a fine stagione è Pepe Reina a cui bisogna solo dire grazie per tutto quello che ha fatto per Napoli e per il Napoli. Spagnolo di nascita, napoletano di adozione, è stato e rimarrà per sempre motivo di vanto ed orgoglio per noi tifosi partenopei. Intanto il campionato non è ancora finito ed il prossimo avversario è il Torino di Walter Mazzarri, ex allenatore azzurro mai dimenticato. Con la certezza del secondo posto e la delusione che ancora brucia sulla nostra pelle, sarà un problema trovare gli stimoli giusti per affrontare i granata. Tuttavia, il pubblico del San Paolo, sono certo, che sarà un valido stimolo per mettere in campo una nuova pagina di sarrismo.

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Riccardo Muni
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